#Dzero: la prima birra con mosto di Franciacorta

#Dzero: la prima birra con mosto di Franciacorta

Una birra franciacortina, di nome e di fatto. Si chiama Birra #Dzero ed è la prima birra artigianale con mosto d’uva di Franciacorta, prodotta dal Birrificio Curtense di Monterotondo. Nello specifico, si tratta delle uve Pinot nero provenienti dal vigneto Fornaci di Villa Crespia, ad Adro (Brescia), le stesse che la Cantina usa per creare lo spumante Numero Zero, Franciacorta Dosaggio Zero Docg. Il sodalizio tra queste due realtà inizia nella vendemmia 2015 con una piccola produzione sperimentale, ma il progetto è destinato a crescere.

Dosaggio Zero: birra o Franciacorta?

Il progetto della birra #Dzero nasce da un gruppo di franciacortini: Michela Muratori e il vitienologo Francesco Iacono di Arcipelago Muratori – Villa Crespia, insieme ai giovani birraioli Matteo Marenghi e Christian Manessi del Birrificio Curtense. Dopo il lancio al Festival del Franciacorta, la prima occasione ufficiale per conoscere questa chicca è stata la serata #Dzero Rock Dinner Night, il 26 novembre alla Trattoria del Gallo di Rovato. Qui la birra Dosaggio Zero, insieme al Numero Zero, Franciacorta Dosaggio Zero Docg di Villa Crespia, è stata proposta in abbinamento a burger di manzo e pestöm (tipico impasto fresco di salame) ed altre specialità realizzate con prodotti tipici locali.

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Birra cruda con mosto di Pinot nero

Nata a metà agosto in concomitanza con la prima raccolta delle uve, si tratta di una birra cruda non pastorizzata con doppia fermentazione in bottiglia e non filtrata. «Volevamo richiamare a livello visivo la limpidezza del Franciacorta, di fatto abbiamo ottenuto una birra scura, di tonalità ambrata, fresca, abbastanza dolce, con poco sentore di luppolo e una buona persistenza in bocca di uve Pinot nero» ci spiega Matteo Marenghi del Birrificio Curtense. Una novità stagionale per rispondere alla domanda crescente, soprattutto dei clienti stranieri del birrificio, di birre artigianali con vino o con sentori di uva.

Birrificio Curtense e Villa Crespia. La prima produzione sperimentale

Questa prima produzione 2015 è a carattere sperimentale: sono state realizzate solo 1.000 bottiglie da un litro di birra, che saranno fornite a ristoranti ed enoteche, ma già si guarda al 2016. «Ci piacerebbe ripetere l’esperienza anche l’anno prossimo e promuovere nuove serate» conferma Michela Muratori di Villa Crespia. «L’obiettivo è dare un’alternativa enogastronomica fortemente identitaria e tipica ai giovani, in risposta alla crescita spropositata di catene di fast food anche a Rovato, nel cuore della Franciacorta».

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© Riproduzione riservata - 07/12/2015

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