Vite Colte: porte aperte agli enoturisti

Vite Colte: porte aperte agli enoturisti

La sede di Vite Colte si trova a Barolo, ai piedi della celebre collina di Cannubi. L’architettura è stata progettata da Gianni Arnaudo fondendo elementi moderni e tradizionali. E permette ai visitatori di immergersi nel mondo produttivo aziendale, osservandolo da una passerella sopraelevata in acciaio, legno e cristallo.

Il quartier generale di Terre da Vino e Vite Colte sorge a Barolo, ai piedi del celebre cru Cannubi, ed è una delle architetture simbolo delle Langhe, meta ogni anno di migliaia di wine lover. In tempi recenti la pandemia ha inevitabilmente frenato l’enoturismo, ma con il progressivo ritorno alla “normalità” sul fronte degli spostamenti e dei viaggi, la bella sede di via Bergesia 6 è finalmente tornata ad accogliere i visitatori. Ad attenderli, un vero proprio percorso guidato cultural-didattico alla scoperta della produzione vinicola dell’azienda piemontese.

L’architettura di Vite Colte

La Cantina è stata progettata dall’architetto e designer cuneese Gianni Arnaudo, il quale ha deciso di reinterpretare alcuni elementi chiave del luogo per dare vita a un gruppo di fabbricati dal profilo contemporaneo. Così le linee lievemente incurvate del tetto della Cantina richiamano il saliscendi delle colline di Langa; mentre i rivestimenti in lastre di rame rimandano al solfato di rame che ricopre le viti. Ancora, il legno lamellare che modula alcune facciate degli edifici è un omaggio all’antica arte della costruzione delle botti, mentre la copertura a doppia falda della palazzina che ospita gli uffici somiglia alle tipiche costruzioni rurali del luogo.

La passerella sopraelevata

Gli enoturisti sono invitati a percorrere una passerella sopraelevata in acciaio, legno e cristallo. La struttura è sia interna che esterna e collega tutti gli spazi produttivi, consentendo di attraversarli uno dopo l’altro per la lunghezza di circa 1 km. Come una sorta di promenade architecturale, la passeggiata permette di cogliere – guardandole dall’alto – tutte le aree-fasi del processo che trasforma l’uva in mosto e il mosto in vino. Il percorso include la zona di vinificazione con le cisterne in acciaio inox, passando per la barricaia e il magazzino per lo stoccaggio. Parliamo di una superficie produttiva complessiva di circa 4.000 metri quadrati.

La sala delle Barbere di Vite Colte

Sospesi sopra la barricaia

All’altezza della barricaia, la passerella assume le sembianze di un ponte agganciato alle travi del soffitto con delle funi d’acciaio, che permette ai visitatori di ritrovarsi letteralmente sospesi sopra le 3 mila barrique che la compongono. Tre le sale più emblematiche vanno ricordate quella dei Nebbioli, detta anche della Tradizione; la sala delle Barbere, o delle Barriques, e infine la sala Imbottigliamento. Il viaggio si conclude in un ambiente ispirato alla Cascina di Langa che si affaccia sulle colline vitate di Barolo. La metafora è chiara: l’uva è l’inizio e la fine di tutto.

La mostra dello street artist Maupal

Dal 2018 il percorso di visita è reso ancora più immersivo grazie all’allestimento di una mostra permanente dal titolo “Le stagioni del vino”; otto opere site specific (ovvero realizzate apposta per essere installate all’interno della Cantina) create dal famoso street artist italiano Maupal. Si tratta di otto cartoon dedicati a Vite Colte che ripercorrono, in stile allegramente pop, le diverse fasi della vinificazione: la pigiatura, la vinificazione in bianco, quella in rosso, la fermentazione malolattica, la maturazione in botte grande e in botte piccola, la spumantizzazione con Metodo Martinotti e con Metodo Classico.

La sala dei Nebbioli con una delle opere dello street artist Maupal

Per rendere tutto più comprensibile al grande pubblico, l’artista ha creato il personaggio di Sac, nomignolo del Saccharomyces cerevisiae, rendendo il lievito protagonista dei vari pannelli.  Accanto alla mostra permanente delle opere di Maupal, alle pareti si possono osservare gli scatti fotografici di alcuni viticoltori di Vite Colte, ritratti mentre sono intenti a lavorare in vigna. Ciascuna tavola è corredata da brevi testi in italiano e inglese, curati dall’agronomo e divulgatore Maurizio Gily.

Il punto in cui la passerella sopraelevata culmina verso l’esterno, con vista sui vigneti

Il wine tasting

Al termine della visita, i wine lover possono raggiungere il locale dell’Enoteca per concedersi una degustazione dei più emblematici vini aziendali. A cominciare dalla “super Barbera” d’Asti Superiore Docg di Vite Colte, La Luna e i Falò, prodotta a partire dal 1988. Dagli anni Duemila, la creazione della nuova Cantina ha permesso di implementare ulteriormente le tecniche di vinificazione e selezionare le migliori barrique con diverse tostature, dove il vino riposa per almeno un anno, prima di essere imbottigliato.

La Luna e i Falò

Con la vendemmia 2018, attualmente in commercio, La Luna e i Falò ha raggiunto le 31 edizioni (il trentennale dalla nascita è stato festeggiato l’anno scorso con l’uscita dell’etichetta targata 2017). E si conferma una pietra miliare della produzione vinicola piemontese, acclamatissima sia dal pubblico e dalla critica italiana che a livello internazionale. Tutto questo è stato reso possibile grazie alla creazione di un rigoroso protocollo agronomico ed enologico. I vertici di Vite Colte hanno individuato i vigneti più idonei e le migliori esposizioni, per un totale di 60 ettari, in particolare tra i comuni di Nizza Monferrato, Calamandrana, Agliano e Rocchetta Tanaro. I terreni e microclimi sono leggermente diversi fra loro per permettere alle uve, assemblate con sapienza e attenzione, di dar vita a un vino dallo stile unico, in perfetto equilibrio tra struttura, acidità e armonia di profumi.

Foto di apertura: la sede aziendale include numerose strutture, per un totale di 4 mila metri quadrati destinati alla produzione

VITE COLTE
via Bergesia 6
Barolo (Cuneo) 
0173.56.46.11
info@vitecolte.it
www.vitecolte.it
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Realizzato in collaborazione con Vite Colte.

Questo articolo è tratto da Civiltà del bere 3/2021. Acquista

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© Riproduzione riservata - 11/08/2021

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