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Vino Nobile di Montepulciano, un’anteprima tra passato e futuro

13 Marzo 2023 Anita Franzon
Vino Nobile di Montepulciano, un’anteprima tra passato e futuro

Presenti, in assaggio, i vini dell’annata 2020 e le Riserve 2019 di oltre 40 produttori, poco più della metà dei consorziati. Tanti i progetti in cantiere: dalla creazione del primo distretto sostenibile d’Italia, alle Pievi, che debutteranno in etichetta nel 2025.

Nel punto più alto di Montepulciano, un’antica fortezza domina il borgo che fa da spartiacque tra la Valdichiana Senese e la Val d’Orcia. È qui che il 15 febbraio scorso si è tenuta l’Anteprima riservata alla stampa del Vino Nobile di Montepulciano. Presenti, in assaggio, i vini dell’annata 2020 e le Riserve 2019 di oltre 40 produttori, poco più della metà dei consorziati.
La prima Docg d’Italia può contare su una secolare storia, ma oggi anche su Cantine che, di annata in annata, cercano di rendere unico e riconoscibile in tutto il mondo il Nobile di Montepulciano guardando nella stessa direzione; mentre il Consorzio si occupa di ambiziosi progetti. Dalla creazione del primo distretto sostenibile d’Italia, alle Pievi, ovvero la terza tipologia che debutterà con le prime etichette nel 2025.

La lunga storia del vino di Montepulciano

Recenti studi storici e ricerche hanno riportato alla luce due documenti di fondamentale importanza per comprendere quanto siano radicate la coltivazione dell’uva, la produzione e la vendita del vino nella comunità poliziana. Il primo documento è conservato all’Archivio di Stato di Firenze ed è una pergamena che risale al 1350; si tratta della una registrazione notarile che testimonia come il vino prodotto a Montepulciano fosse già allora conosciuto e apprezzato anche ben al di fuori dei confini del comune. Del 1337 è, invece, lo statuto comunale di Montepulciano nel quale è presente un capitolo sulla viticoltura accompagnato da disegni dedicati a chi non sapeva leggere; ci raccontano quanto fosse importante la divulgazione delle leggi riguardanti la coltivazione dell’uva.

Numeri in crescita tra export e incoming

Dopo sette secoli la produzione vinicola di Montepulciano continua a distinguersi tra i vini toscani. I viticoltori sono oggi oltre 250 e tra questi gli imbottigliatori sono 90. Nel 2022 sono state immesse nel mercato 7,1 milioni di bottiglie di Vino Nobile (+6% rispetto al 2021) e 2,8 milioni di Rosso di Montepulciano (+7,7% rispetto al 2021). Sempre nel 2022 la denominazione ha raggiunto importanti livelli di crescita, sia sul mercato interno – che rappresenta il 32% delle vendite, di cui quasi la metà nella stessa Toscana – ma soprattutto nelle esportazioni. L’export, che equivale al 68% delle vendite, rimane il principale canale di sbocco, in particolare in Germania (con il 37% della quota esportazioni) e negli Stati Uniti (27%). Ma cresce, parallelamente, anche l’enoturismo e la conseguente vendita diretta in azienda, che nel 2022 ha superato il 30%.

Coltivare il futuro con sostenibilità

Sempre nel 2022 la denominazione del Vino Nobile di Montepulciano ha raggiunto, per prima in Italia, la certificazione di sostenibilità secondo lo standard Equalitas; un protocollo in continuo divenire che implica il rispetto di un numero elevato di requisiti ambientali e socio-economici. Il 75,8% delle aziende di Montepulciano ha contribuito al raggiungimento della certificazione relativa all’intera area produttiva.
«Essere una denominazione sostenibile è un impegno non solo rivolto al territorio, ma anche alle persone che lo abitano», spiega Andrea Rossi, presidente del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, sottolineando il lavoro svolto da ogni singola Cantina.

Cantine unite nella produzione green

Le aziende attualmente consorziate sono 80 e rappresentano oltre il 90% della superficie vitata di Montepulciano. Tra queste, il 98% negli ultimi anni ha ridotto i trattamenti in vigna, quasi il 70% ha scelto l’agricoltura biologica e il 3% quella biodinamica; l’84,4% ha inoltre investito in formazione e sensibilizzazione sui temi di sicurezza e ambiente. In tempi di scarsità d’acqua, il 69,7% delle imprese vinicole del territorio dichiara di aver attuato pratiche per ridurre l’uso delle risorse idriche nel processo di vinificazione e il 97% è impegnata nella salvaguardia della biodiversità. Sul fronte della CO2, il 75,8% ha avviato pratiche per la riduzione di emissione di gas climalteranti e messo in piedi attività di recupero o riciclo di materiali provenienti da scarti di produzione. Essere sostenibili è, infine, un vantaggio anche ai fini della comunicazione e promozione del vino: lo pensa il 78,8% delle imprese.

Vino Nobile di Montepulciano Pieve: l’inizio di una nuova storia

Ma la novità più attesa a Montepulciano riguarda il progetto Pieve. È il risultato di un lungo percorso di ricerca e di analisi compiuto dal Consorzio e dai viticoltori. I vini che porteranno in etichetta la menzione Pieve seguita dal nome di una delle 12 Uga (Unità geografiche aggiuntive) indicheranno la massima e riconoscibile espressione del Sangiovese e dei soli vitigni autoctoni complementari ammessi dal disciplinare (da uve esclusivamente prodotte dall’azienda imbottigliatrice) nella specifica sottozona. Inoltre, per fare in modo che la qualità delle Pievi sia sempre in linea con la qualità richiesta, è stata istituita una commissione interna al Consorzio composta da enologi e tecnici, il cui compito è quello di valutare, prima dei passaggi previsti dalla normativa, che le caratteristiche corrispondano al disciplinare stesso.

Atto a divenire Pieve

Sono, a oggi, oltre 40 le aziende di Vino Nobile di Montepulciano che hanno selezionato una partita di vino atto a divenire Pieve. E saranno circa 500 mila le bottiglie previste in uscita per la prima annata disponibile; una produzione pari al 7% circa della produzione di Vino Nobile di Montepulciano. La messa in commercio delle prime etichette dovrebbe avvenire nel 2025; il Consorzio sta attendendo l’ok definitivo del Comitato Vini del Ministero dell’agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste.

Foto di apertura: all’Anteprima del Nobile hanno partecipato più di 40 aziende

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