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Vinitaly 2017. Si comincia

10 Aprile 2017 Elena Erlicher
Ieri, domenica 9 aprile, a Verona, si è aperto Vinitaly, fiera internazionale del vino italiano, che si concluderà mercoledì 12, ormai considerata anche all’estero “la miglior fiera vinicola al mondo” – così l’ha definita Phil Hogan, commissario europeo per l’agricoltura e lo sviluppo rurale, durante la cerimonia d’inaugurazione – «un mondo che guarda sempre di più a Vinitaly», esordisce Maurizio Danese, presidente di Veronafiere.

I 3 obiettivi di Veronafiere

«Quest’anno sono 4.272 le aziende espositrici in arrivo da 30 Paesi, il 4% in più rispetto al 2016. Da un’edizione all’altra Veronafiere è diventata società per azioni e abbiamo varato un piano di sviluppo con investimenti per 94 milioni di euro entro il 2020. Continueremo a lavorare perseguendo i nostri tre obiettivi: internazionalizzazione, incrementando la partecipazione già importante dei buyer stranieri, che nel 2016 erano 28.000 da 140 Paesi; formazione con Via-Vinitaly International Academy; e innovazione, a cominciare dalla digital transformation (innovazione digitale) con il lancio di un progetto pilota per misurare il gradimento dei visitatori stranieri. Proseguiremo poi nel coltivare la doppia faccia di Vinitaly, da un lato fiera business oriented all’interno dei padiglioni e dall’altro fiera dedicata ai wine lovers con il fuori salone Vinitaly and the City in centro città, e da quest’anno anche in provincia, sul lago di Garda, a Bardolino».

La terza faccia di Vinitaly

Ma c’è anche una terza faccia di Vinitaly, quella di tavolo di discussione di politica agricola, che ha portato all’attenzione il ministro Maurizio Martina (nella foto): «Vinitaly ha segnato l’agenda di governo sull’agricoltura del Paese e continuerà a farlo. E come avevo fatto nel 2014 proprio qui, da dove insieme ai vertici di Veronafiere e al mondo agricolo e del vino ci ponemmo il tema del Testo Unico, della digitalizzazione del registro per le imprese, del piano sull’internazionalizzazione e dell’agenda digitale, oggi mi prendo un altro impegno, annunciando che entro la fine di luglio avremo la prima bozza del testo del Codice agricolo unico».

Focus Cina e Usa

Solo nel 2016, come ricorda Michele Scannavini, presidente di Ice-Agenzia, «le esportazioni hanno raggiunto i 5,6 miliardi di euro, con un incremento del 4,4% sull’anno precedente». Per questa edizione gli obiettivi principali dell’internazionalizzazione riguardano Stati Uniti e Cina con convegni e dibattiti di approfondimento sui mercati in questione e la presenza di Robert Yang, fondatore di 1919, il più grande operatore cinese della distribuzione online e offline in Cina. «Abbiamo 1.000 negozi in 500 città e nei prossimi tre anni vorremmo arrivare a 6.000», dichiara Yang dal palco. «Il vino italiano in Cina occupa una quota di mercato del 5%; c’è un grande spazio di crescita da coltivare. Puntiamo a raggiungere grazie al commercio online e offline almeno 500 milioni di renminbi (circa 68.500.000 di euro) per il vino italiano con non meno di 2 milioni di bottiglie vendute, delle quali almeno 1 milione di vino di alta gamma». I prossimi giorni vedranno la redazione di Civiltà del bere impegnata a seguire i numerosi eventi in fiera. Seguiteci sui nostri social e venite a trovarci al nostro stand in Galleria Castelvecchio tra i padiglioni 2 e 3. Vi aspettiamo! https://www.facebook.com/civilta.delbere/?fref=ts https://twitter.com/civiltabere https://www.instagram.com/civiltadelbere/ https://it.pinterest.com/civiltadelbere/ https://www.youtube.com/channel/UCI0vKb9rKQ1Tc7E5jrVKIrA  

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