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Vini, spiriti e aceti: il termometro del 2024 secondo Federvini

4 Dicembre 2024 Matteo Forlì
Vini, spiriti e aceti: il termometro del 2024 secondo Federvini
L'Osservatorio Federvini evidenzia segnali di resilienza nei comparti di vini, spiriti e aceti O. Gamaniuk - Unsplash

Nonostante il complicato contesto internazionale nei primi otto mesi cresce l’export di vino italiano: +4,7% in valore e +3,2% in volume rispetto al 2023. Nella Grande distribuzione brillano Metodo Classico, Prosecco e vini Igp. Nel fuoricasa i consumi calano, ma le bollicine reggono. I dati di Nomisma e Tradelab

Un export in crescita che premia soprattutto i prodotti di qualità, la Grande distribuzione che regge in termini di valore del venduto (anche se soffre sui volumi) e un consumo fuoricasa, con la fascia serale e notturna in calo, ravvivato dalle bollicine. Nelle pieghe di un 2024 complicato, caratterizzato da una debole crescita del Pil e un ancor più fragile clima di fiducia di imprese e consumatori debole, l’Osservatorio Federvini scorge segnali di resilienza nei comparti di vini, spiriti e aceti.

Prosecco e vini Igp salgono in Gdo

A fronte di una riduzione dei costi energetici, sottolineano i dati elaborati da Nomisma e TradeLab, quelli relativi al packaging, seppure in lenta discesa, sono ancora decisamente più alti rispetto ai valori di inizio 2021, in particolare pet (+24%), carta (+47%) e vetro (+67%). Nel segmento della Gdo i vini hanno raggiunto i 2,1 miliardi di euro con un +1,1% a valore ma -1,1% a volume rispetto all’identico periodo del 2023. In particolare, gli spumanti si distinguono per un’ulteriore crescita (+3,5% in valore), guidata da Metodo Classico (+4,6%) e dal Metodo Charmat secco, con in testa il Prosecco (+4,2%). Nella categoria dei vini fermi e frizzanti crescono gli Igp (+1,6% in valore e +3,7% a volume), mentre i Dop, che rappresentano oltre la metà del valore totale delle vendite, si mantengono stabili a valori (+0,2%), ma si riducono nei volumi (-2,9%). Nello stesso periodo gli spiriti, il cui giro d’affari è stato di 861 milioni di euro, mostrano andamenti differenziati flettendo complessivamente in valore di un -0,1% e gli aceti hanno registrato un -0,3% su un valore complessivo di 105 milioni di euro.

Micaela Pallini, presidente di Federvini

Consumi fuoricasa in contrazione

Per quanto riguarda i consumi nel fuoricasa, l’approfondimento a cura di TradeLab evidenzia nei primi tre trimestri del 2024 una crescita del +1,3% in valore per il mercato out of home, a fronte di una diminuzione del -1,1% nelle visite. Prosegue, in particolare, la sofferenza delle occasioni serali: l’aperitivo cede il -1,9% in termini di presenze, la cena il -0,8% che però segna un +1% a valore, mentre diminuiscono sensibilmente i consumi nella notte (-4,4%).
I consumi alcolici fuori dalle mura domestiche restano trainati dalle bollicine (+1% a valore). Vini fermi, cocktail alcolici e gli spiriti risultano in calo del 2%, gli amari del 5%.

Export di vino in crescita del +4,7%

Le notizie migliori arrivano dalla performance delle categorie merceologiche afferenti a Federvini all’estero. Nonostante le tensioni sui mercati internazionali l’export di vini italiani nei primi otto mesi del 2024 ha infatti scavalcato la quota di 5 miliardi di euro registrando +4,7% in valore e +3,2% a volumi rispetto al 2023. Gli spumanti italiani restano i protagonisti con importazioni in aumento in Australia (+11,2%), Francia (+8,3%) e Stati Uniti (+5,3%).
Anche spiriti e aceti hanno mostrato un aumento significativo nelle vendite oltre confine. Per i primi l’incremento è stato del +4% in valore, una cifra complessiva che ha toccato 1,2 miliardi di euro, con mercati di Cina (+24,9%), Germania (+7,5%) e Usa (+5,5) che si sono distinti per il maggior risultato marginale.
Per il comparto degli aceti italiani, le cui esportazioni hanno toccato un valore di 236 milioni di euro nei primi due quadrimestri del 2024, l’aumento è stato del +18,6% in valore e del +15% in volume. Spicca il dato relativo all’import della Corea del Sud, che emerge come il mercato di destinazione dell’export di aceti italiani a maggiore tasso di crescita: +70% a valore.

Federvini: «Investire in promozione»

«I dati dell’Osservatorio dimostrano quanto la filiera dei vini, spiriti e aceti italiani pur affrontando sfide complesse, continui ad essere un asset strategico per l’economia italiana», ha rilevato Micaela Pallini, presidente di Federvini, sottolineando al contempo come si debba «continuare ad investire nella promozione internazionale e nella difesa dei nostri comparti. Per garantire stabilità e crescita a lungo termine è necessaria un’azione di sistema tesa a rafforzare il ruolo dell’Italia in sinergia con tutti gli attori della filiera, per valorizzare le eccellenze e rispondere con prontezza alle nuove esigenze dei mercati internazionali».

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