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Vini italiani in Usa: due mesi di dati sorprendenti. Lo dice l’IWFI di New York

16 Maggio 2011 Elena Erlicher
Grande expoit dell’export di vini italiani negli Usa nel primo bimestre del 2011. Secondo i dati appena diffusi dall’Italian Wine & Food Institute di New York, l’Italia ha registrato un aumento del +27,2% in quantità, con 364.463 ettolitri di vino esportato, e del +27% in valore, corrispondente a 181.145.000 dollari, rispetto ai primi due mesi del 2010, posizionandosi al primo posto nella classifica dei Paesi esportatori negli Stati Uniti e distanziando i suoi più importanti concorrenti. Le esportazioni dell’Australia, nello stesso periodo di riferimento, sono diminuite del -6% in quantità e del -3,8% in valore, quelle della Francia del -13,7% in quantità e del -4,8% in valore. I dati di inizio anno per l’Italia sono notevolmente migliori di quelli relativi all’intero 2010, che aveva visto un incremento del +7% in quantità e del +5,6% in valore. Questo grande balzo del 2011 è dovuto anche all’aumento delle esportazioni dei vini sfusi, in particolare di Pinot grigio diretto in California, che sono quadruplicate passando da 7.590 ettolitri del primo bimestre del 2010 a 30.980 nello stesso periodo del 2011. L’Italia si piazza ora al primo posto tra i Paesi esportatori di vino negli Stati Uniti, seguita da Australia, con 319.520 ettolitri per un valore di 79.845.000 dollari, Argentina (171.260 ettolitri e 44.597.000 dollari), Cile (148.650 ettolitri e 39.585.000 dollari), Francia (75.720 ettolitri e 69.094.000 dollari) e Spagna (75.430 ettolitri e 30.917.000 dollari). Quest’ultima, come l’Italia, nei primi due mesi dell’anno ha fatto registrare un forte aumento del +71% in quantità e del +34,5% in valore. Ma nonostante questo, dal mondo della ristorazione arrivano invece notizie meno incoraggianti. Come ci ha detto Lucio Caputo, presidente dell'IWFI, da sei anni a New York non si assiste all'apertura di un ristorante italiano. E questo dovrebbe far pensare.  

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