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Vigneti sperimentali: il progetto del C.R.E.A. con Tenute Tomasella (e non solo)

27 Febbraio 2022 Jessica Bordoni

Le Tenute Tomasella hanno destinato 2,5 ettari all’impianto di otto varietà autoctone europee (tra cui Alvarinho, Petit Manseng e Tempranillo), nell’ottica di un possibile ampliamento delle basi ampelografiche delle denominazioni regionali.

Un percorso di ricerca a lungo termine. È quello avviato dalle Tenute Tomasella di Mansuè, in provincia di Treviso, con il sostegno del C.R.E.A., il più importante ente italiano di ricerca sull’agroalimentare, e l’autorizzazione dalla Regione Veneto.

Le otto varietà impiantate

Ad essere coinvolti sono 2,5 ettari vitati nell’area alpina a cavallo dei comuni di Mansuè e Portobuffolè. Le Tenute Tomasella hanno impiantato (a loro spese) due vigneti sperimentali con otto diverse cultivar; tre a bacca bianca e cinque a bacca rossa. Nel caso dei bianchi la scelta è caduta sull’Alvarinho portoghese, sul Petit Manseng francese e sul nostro Vermentino; mentre per i rossi si è deciso di puntare sulle tre varietà francesi Arinarnoa, Marselan, Castets e, ancora, sul Tempranillo spagnolo e sul Touriga National del Portogallo.

La maturazione il climate change

Questi vitigni sono stati selezionati perché hanno una maturazione piuttosto tardiva. I ricercatori vogliono studiare le loro performance in funzione al cambiamento climatico che nelle ultime vendemmie ha portato a una progressiva anticipazione del periodo di maturazione nel mese di agosto, quando le temperature sono ancora piuttosto elevate. In particolare la sperimentazione permetterà di capire i tempi di vendemmia una volta che le varietà si saranno adattate al clima della zona. Si verificherà in particolare la loro resistenza alla flavescenza dorata e alla peronospora

Si punta ad ampliare le basi ampelografiche

Il progetto si protrarrà come minimo fino al 2024; dovranno passare tre anni solo perché gli impianti (avviati nel 2021) inizino ad essere produttivi. Il C.R.E.A. si impegna a monitorare le diverse fasi e i risultati ottenuti con aggiornamenti periodici accessibili a tutti. Il principale obiettivo del percorso è quello di valutare un possibile allargamento delle basi ampelografiche delle denominazioni regionali, autorizzando in futuro tutte e otto o almeno alcune delle uve al centro della sperimentazione.

Il progetto coinvolge anche altre realtà produttive

Le Tenute Tomasella, che hanno sede proprio a Mansuè, sono state la prima azienda vinicola ad essere coinvolta nel progetto del C.R.E.A. nonché quella con l’estensione di terreno maggiore (2,5 ettari). Alla sperimentazione partecipano anche altre realtà private e pubbliche in provincia di Treviso e di Venezia. Tra queste l’Istituto tecnico agrario statale G.B, Cerletti di Conegliano, le Cantine Borgoluce di Susegana, La Vigna di Moreno di Piave e Le Carline di Annone Veneto. In tutto gli ettari destinati ai vitigni sperimentali sono poco più di 7,5. Tra le uve impiante figurano incroci di Glera “resistente”, uve autoctone come Recantina e Durella, ma anche varietà Piwi.

Foto: i vigneti delle Tenute Tomasella

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