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Vent’anni di Messorio in verticale

27 Gennaio 2017 Alessandro Torcoli
La Cantina de Le Macchiole è una delle prime stelle che si sono accese nel cielo sopra Bolgheri, ora tempestato di astri. Da quando Cinzia Merli si è trovata nella necessità di condurla da sola, o meglio con l’aiuto del fratello Massimo – agronomo appassionato – e di altri validi collaboratori, non è calata la spinta innovatrice, ma anzi il contrario. Una delle ultime tappe di questo percorso verso l’eccellenza l’abbiamo vissuta in un caldo fine settembre, quando ancora “tutto è silenzio ne l’ardente pian” e “la nebbia agl’irti colli” era ancora là da venire.

L’etichetta è un’opera tagliata in 48 parti

Siamo nelle terre del Carducci, ovviamente, ma la citazione è, come dire, funzionale. Difatti, questa l’idea di Cinzia, grazie a Messorio, il celebre Merlot di casa, Le Macchiole ha reso omaggio al proprio territorio, al quale ha dato molto – essendo tra i pionieri dell’eccellenza – ma anche ricevuto, senza dubbio. Così, nel 2014 sono stati imbottigliate 48 Mathusalem di Messorio 2004, per celebrare anche i 20 anni del vino nato con la vendemmia 1994. Questi sono stati rivestiti con un’opera d’arte del toscano Stefano Tonelli, ossia la sua ampia tela è stata letteralmente tagliata in 48 rettangoli e questi sono stati incollati sulle bottiglie.

Messorio in verticale dal 1994 al 2013

Il nostro viaggio a Bolgheri, in ogni modo, è stato, anche enologicamente parlando, emozionante: una verticale di 11 annate dal 1994 al 2013 ha dimostrato la classe di un Merlot che sa parlare dell’andamento vendemmiale e del suo straordinario contesto di calore e luce. Vi anticipiamo la tasting note dell'ultima annata: Messorio 2013, in vendita da febbraio 2017. Annata equilibrata. Bouquet intenso e preciso, di frutta rossa matura e cioccolato, con tocco di erbe aromatiche, menta e caramella mou. Palato avvolgente, preciso, di ampio volume, fruttato e molto persistente. Kaizen! Che, in giapponese, significa “miglioramento continuo” (99/100).  
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