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TriTurris, nuovo Chianti Classico

8 Ottobre 2015 Aldo Fiordelli
Difficile assaggiare un vino nuovo in una regione storica come il Chianti Classico. Un vino nuovo davvero, alla prima annata, da una vigna nuova, di un produttore nuovo anche lui. Almeno per l'Italia. Luiz Barichello (in foto) viene da Garibaldi, una città del Brasile fondata, come mal cela il nome patriottico, da italiani. Il padre, prima di diventare un industriale metallurgico, si guadagnava da vivere facendo il bottaio. Il piccolo Luiz gli portava la merenda, osservando il genitore che lavorava le botti di legno per il vino nell'officina non distante da casa. Se nella cantina toscana non ci sono barrique, ma solo botti di rovere di Garbellotto si deve anche a questi ricordi. Ma Barrichello non produce vino solo in Italia.

Dal Nuovo Mondo all'Italia

La sua avventura è cominciata a Porto Alegre dove, complice l'amicizia con Beppe Quintarelli, produce un Malbec con appassimento. «Quintarelli mi ha insegnato che nel mondo del vino bisogna fare qualcosa di unico». Un'idea che come vedremo torna anche in Toscana. Alla curiosità dunque di scoprire un inedito cru del Chianti Classico, si aggiunge quella di vedere come un produttore del Nuovo Mondo possa leggere il territorio italiano. Siamo nella zona di San Casciano "ad pontes Pesae" come citano le etichette dell'azienda che si chiama Triturris, in quella che ormai viene definita tra fornai, macellai e produttori di qualità la "food valley". Si trova infatti nella valletta che da Chiesanuova scende verso Cerbaia, con un'esposizione verso ovest e il mare. Impianti nuovi del 2005 cominciano a dare con rese basse i primi frutti interessanti. L'uva non viene pressata né follata (fa un delestage il primo giorno e poi i rimontaggi). Il resto è tutto molto tradizionale e si sente.

TriTurris, nuovo Chianti Classico. Da provare anche Iohanna e Torraia

Il Chianti Classico 2012 TriTurris, complice l'affinamento di quasi due anni in botti grandi, profuma di ciliegia e pepe nero, ha un frutto dolce in bocca e bel finale di liquirizia, con tannini maturi e vellutati. La "gran selezione" Iohanna è più fine ancora con note floreali di violetta molto tipiche e un palato ancora più strutturato. Da assaggiare assolutamente il Malbec Torraia sempre 2012, forse uno dei primi Malbec perlopiù in purezza, della Toscana. Un vino con la solarità e la polposità di Mendoza, ma in una struttura meno rigida e più flessuosa frutto del clima più equilibrato e meno siccitoso della food valley. Un grandissimo Malbec che, grazie all'affinamento in botte grande, consente anche una più franca espressione del varietale di questo vitigno. Non senza una nota più toscana nel finale. Ne sentiremo parlare.

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