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Tragedia giapponese e cali dell’export agroalimentare

30 Marzo 2011 Andrea Gabbrielli
«Il terremoto e lo tsunami in Giappone, a cui hanno fatto seguito gli incidenti nella centrale nucleare di Fukushima, oltre alle ingentissime perdite in termini di vite umane e sull’economia locale avrà pesanti riflessi anche sulle esportazioni di vino italiano destinate al Giappone. È ipotizzabile che per un periodo di tempo piuttosto lungo le risorse economiche del Paese vengano destinate alla ricostruzione e quindi si stima una perdita di 60 milioni di euro all’anno per la ridotta importazione di vino italiano». Lo ha dichiarato Giuseppe Martelli, direttore generale dell’Associazione Enologi ed Enotecnici Italiani. In Giappone tra il 2009 e il 2010 si era registrata una crescita del +4,9% pari ad un introito di oltre 100 milioni di euro che, calerà di circa il -60%. In volume, l’aumento nell’ultimo anno è stato del +3,6% sul 2009, senza contare che il comparto enologico rappresenta la prima voce tra le tipologie di prodotto agroalimentari esportate in Giappone. È ipotizzabile anche un calo per la mozzarella di bufala campana Doc. Infatti secondo le stime del Consorzio di tutela, prima della tragedia che ha investito il paese asiatico, l’export aveva superato quota 500 mila chili, pari a più di 4 milioni di mozzarelle per un valore di quasi 15 milioni di euro. La composizione del nostro export alimentare in Giappone vede il vino al primo posto con una incidenza del 21,4%. Seguono la trasformazione di ortaggi e frutta (19,9%), gli oli e grassi (16,4%), la pasta (16,2%), il lattiero-caseario (8,3%), le carni preparate (4,1%) ed il dolciario (3,2%) ( Fonte: Federalimentare).

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