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Le due novità firmate Torre Rosazza: nel calice l’anima della tenuta

24 Aprile 2022 Civiltà del bere

A Vinitaly Torre Rosazza ha presentato due nuove etichette, il Ronco delle Magnolie e il Ronco della Torre, destinate a diventare il fiore all’occhiello della produzione. I blend, un bianco e un rosso da uve autoctone e internazionali, interpretano i Colli Orientali con uno stile elegante e contemporaneo

Il restyling della brand identity ha permesso a Torre Rosazza – Cantina gioiello del polo vinicolo Le Tenute del Leone Alato di Genagricola – di mostrare un’immagine più distintiva e contemporanea, senza rinunciare alle sue antiche radici. La riprogettazione ha coinvolto molti aspetti: il logo, la grafica, il packaging, ma anche la gamma dei vini in produzione. Il Vinitaly ha tenuto a battesimo il debutto delle due nuove referenze, un bianco e un rosso, destinate a diventare i fiori all’occhiello della tenuta. Si tratta del Ronco delle Magnolie, blend di Tocai, Pinot bianco, Sauvignon e Ribolla gialla (in uscita con l’annata 2020), e del Ronco della Torre, a base di Merlot e Pignolo (targato 2019).

L’interpretazione aziendale dei Colli Orientali

«Entrambi nascono dall’esigenza di andare oltre i monovarietali per raggiungere la sintesi perfetta tra uve autoctone e internazionali, che qui da noi hanno trovato una seconda casa», spiega il responsabile enologo Giovanni Casati. «Non sono soltanto due nuovi vini: rappresentano l’identità aziendale, la nostra interpretazione dei Colli Orientali del Friuli». Nei calici, la ricerca della mineralità e della freschezza si fonde al racconto autentico del territorio e delle sue tradizioni, rivisitate con uno stile elegante e contemporaneo. «I ronchi sono le colline terrazzate che caratterizzano i nostri vigneti di Manzano, nella parte meridionale dei Colli Orientali. Le viti crescono sulla ponca, che dona ai vini caratteristiche uniche di corpo, colore e sapidità».

Ronco delle Magnolie, fine e persistente

«Nel caso del Ronco delle Magnolie, Tocai, Pinot bianco e Ribolla gialla provengono dalle vigne più alte esposte a sudovest, mentre il Sauvignon dai filari in piano che godono di terreni più fertili e freschi. La criomacerazione delle uve ci permette di esaltare gli aromi varietali di partenza; per lo stesso motivo le varietà vengono vinificate separatamente. Dopo l’assemblaggio, il vino resta 3 mesi sulle fecce nobili in acciaio e almeno altri 3 in bottiglia». Il risultato è un bianco emblematico, dal bouquet complesso di caprifoglio, zagara, agrumi, menta e pesca bianca. Il sorso bilancia struttura e finezza, acidità e persistenza.

Ronco della Torre, antico e contemporaneo insieme

L’anima rossista aziendale è racchiusa nel Ronco della Torre che abbina al Merlot (85%) una quota di Pignolo (15%). «È l’unione dell’antico e del contemporaneo. Da un lato uno dei vitigni internazionali più popolari ed espressivi, dall’altro un’uva antica, ritrovata e salvata proprio nell’area di Rosazzo», conclude il responsabile enologo. Questo nuovo rosso si pone come un ponte tra il passato e il futuro della viticoltura friulana. La trama tannica setosa del Merlot si integra con quella più vigorosa del Pignolo, creando un intrigante gioco di alternanze ed equilibri gusto-olfattivi.

TORRE ROSAZZA
località Poggiobello 12
Oleis di Manzano (Udine)
0422.86.45.11
info@torrerosazza.it
www.torrerosazza.com
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Realizzato in collaborazione con Torre Rosazza

Questo articolo è tratto da Civiltà del bere 2/2022. Acquista

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