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Tormaresca: carattere moderno per vini che sanno di Puglia

18 Luglio 2011 Emanuele Pellucci
FIGLI DELL’AGLIANICO E DEL FIANO, TRENTANGELI E ROYCELLO SONO LE DUE NEONATE DELLA CANTINA. LA SCELTA DI ANTINORI SU UNA REGIONE PROMETTENTE E DALLA TRADIZIONE MILLENARIA. LA MANO DI RENZO COTARELLA Scelta azzeccata quella di Tormaresca di affiancare negli ultimi tempi alla gamma delle sue prestigiose etichette due vini come il Trentangeli e il Roycello. «Due prodotti», ci conferma il direttore Francesco Domini, «che rappresentano il desiderio dell’azienda di continuare a puntare da un lato sui vitigni indigeni della Puglia e dall’altro su uno stile più moderno e fruibile che favorisca l’approccio degli appassionati». Trentangeli Rosso Castel del Monte Doc è nato per conquistare quei palati che percepiscono soprattutto l’austerità e la timidezza di un vitigno come l’Aglianico. L’ultimo nato della gamma di Tenuta Bocca di Lupo si presenta elegante e intenso ma allo stesso tempo morbido e suadente grazie alle piccole aggiunte di Cabernet Sauvignon e Syrah, agli aromi fruttati e ai tannini smussati da un affinamento di 10 mesi in legno francese e ungherese. Completamente “figlio” del vitigno autoctono Fiano è invece il Roycello, Igt Salento, andato ad affiancare gli altri bianchi dell’azienda prodotti quasi esclusivamente da uve Chardonnay. Il vino, dopo l’affinamento in acciaio a contatto con le fecce fini per circa 3 mesi, completa il suo percorso con altri 3 mesi di bottiglia prima della commercializzazione. «Rispettando le caratteristiche della tenuta salentina negli aromi di frutta esotica, mitigati da note sapide e da una fresca acidità», dice ancora Domini, «il Roycello rappresenta un importante passo per Tormaresca perché esprime il territorio a livelli qualitativi alti ma con un prezzo accessibile». Naturalmente Tormaresca, fondata nel 1998 dalla Marchesi Antinori, decise di puntare sulla Puglia per la sua millenaria tradizione vitivinicola, la favorevole situazione pedoclimatica e la varietà incredibile di vitigni autoctoni. La Cantina deve la sua notorietà soprattutto ai due top di gamma: Bocca di Lupo Castel del Monte Doc, Aglianico in purezza che fin dalla prima annata ha conquistato le vette delle classifiche internazionali più quotate fino a ottenere, con la vendemmia 2007, i 5 Grappoli della Guida Duemilavini Ais, e Masseria Maime Igt Salento, che ha ottenuto i Tre Bicchieri del Gambero Rosso sette volte su nove vendemmie e rappresenta bene la nuova generazione di vini nati dal Negroamaro. Tormaresca è presente nelle due aree viticole più importanti: la Tenuta Masseria Maime nel Salento, 250 ettari di vigneto, dove sono coltivati soprattutto Negroamaro, Primitivo, Chardonnay e Cabernet Sauvignon; l’altra tenuta, Bocca di Lupo, 130 ettari vitati nell’area di Castel del Monte, che vede presenti Aglianico, Chardonnay, Cabernet Sauvignon, Fiano pugliese, Moscato reale e Nero di Troia. Tutti i vini, che nel caso di quelli di Tenuta Bocca di Lupo provengono da uve da agricoltura biologica, sono seguiti dall’enologo Renzo Cotarella.

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