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Tintore di Tramonti, da vigne secolari a piede franco

17 Novembre 2019 Roger Sesto
Tintore di Tramonti, da vigne secolari a piede franco

Il Tintore di Tramonti è oggi diffuso quasi solo a Tramonti. Questo raro autoctono, rinvenuto in antiche vigne a piede franco allevate a pergola o raggiera, concorre nella produzione del Costa d’Amalfi Tramonti Rosso Doc.

Il piccolo grappolo del Tintore è così spargolo da renderlo quasi immune alla Botrytis. Ha inoltre acini con una polpa ricca di antociani (vitigno “tintore”). Tenuta San Francesco, fondata nel 2004 a Tramonti, ne è interprete di primo piano. Gaetano Bove, tra i creatori della cantina cooperativa, dichiara: «Il nostro È Iss, Campania Tintore di Tramonti Prephilloxera Igt nasce dalla convinzione che quest’antica varietà – alcuni ceppi a piede franco hanno 4-500 anni – sia tra quelle di maggior pregio della Campania. Pertanto nel 2007 siamo usciti dalla Doc Costa d’Amalfi optando per l’Igt, che permette una sua vinificazione in purezza».

Lo spargolo grappolo di Tintore di Tramonti

È Iss, frutto di un lungo riposo in bottiglia

Da vigne ultracentenarie a piede franco, la cui resa è inferiore ai 50 q/ha, a 3-600 m su terreni calcareo-dolomitico-piroclastici, allevate a pergola su terrazzamenti da brivido, le uve vengono vendemmiate a inizio novembre. L’affinamento avviene in botti da 25 hl per 2 anni. Il vino è violaceo, con profumi di more, sottobosco, cenere, grafite. Al sorso è pieno, acido, sapido, persistente; un nettare bisognoso di anni di bottiglia per dare il meglio di sé.

Per conoscere gli altri autoctoni della Campania clicca qui. L’articolo sui vitigni autoctoni campani prosegue su Civiltà del bere 5/2019. Se sei un abbonato digitale, puoi leggere e scaricare la rivista effettuando il login. Altrimenti puoi abbonarti o acquistare la rivista su store.civiltadelbere.com (l’ultimo numero è anche in edicola). Per info: store@civiltadelbere.com

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