La Terza Pagina di Civiltà del bere

La Terza Pagina, storica newsletter di Civiltà del bere, cambia volto. La “nuova” Terza Pagina sarà dedicata alla cultura del vino e ospiterà opinioni su temi di ampio respiro.

Tutto parte da una domanda che il direttore Alessandro Torcoli rivolge a professionisti di fama internazionale. Lo scopo è quello di animare il dibattito attorno a questioni importanti o curiose, per cui, dopo aver letto che cosa ne pensano gli esperti coinvolti, potete contribuire ad alimentare il dibattito scrivendoci qui. In questa pagina raccoglieremo quesiti e risposte. Nel tempo, diventerà una miniera di idee ed esempi lungo il cammino del vino, dalla viticoltura al business.

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Il vino naturale da nicchia a fenomeno di massa

La popolarità del vino naturale sta deteriorando l’autenticità dei suoi valori?

Risponde Luciano Ferraro (caporedattore centrale Corriere della Sera e autore della nostra rubrica “Controvento”). L’intervento è anche sul numero 3/2020 di Civiltà del bere, il cui tema monografico è proprio “Naturale”.

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RestaurAction

In questa autarchia forzata è l’ora della RestaurAction

Vi presentiamo in anteprima l’editoriale del direttore Alessandro Torcoli in uscita su Civiltà del bere 3/2020 (luglio-agosto-settembre).

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La democratizzazione (rosé) del vino francese

Il successo dei rosé di Provenza apre una nuova strada per il vino d’Oltralpe, di gran lunga più democratica?

Alla domanda risponde il nostro amico americano Mike Veseth – un’autorità internazionale in fatto di global market – che, attraverso la sua seguitissima rubrica The Wine Economist, dà un’interpretazione interessante.

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Vino naturale visto da destra e da sinistra

Il vino naturale: bisogna entusiasmarsi o preoccuparsi?

Alla domanda risponde il giornalista Cesare Pillon, che ne aveva scritto sul numero 2/2020 di Civiltà del bere (leggi qui). Qui vi presentiamo in anteprima il prosieguo delle sue riflessioni, che saranno pubblicate sul numero 3/2020 (luglio-agosto-settembre), il cui tema monografico sarà proprio “Naturale”.

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La degustazione cieca

Quanto conta degustare alla cieca quando si giudica un vino?

Alla domanda risponde Daniele Cernilli (giornalista, direttore di DoctorWine nonché curatore della Guida essenziale ai vini d’Italia by DoctorWine). Il quesito della settimana è stato proposto ai candidati Masters of wine (Esame di teoria, 2017).

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Terroir vs vitigno: chi vince la sfida del climate change?

Il cambiamento climatico pone maggiormente l’accento sul terroir o sulla scelta del vitigno?

Alla domanda risponde Cesare Intrieri (professore emerito di Viticoltura. Dipartimento di Scienze e Tecnologie agro-alimentari dell’Università di Bologna). Il quesito è stato proposto ai candidati Masters of wine (Esame di teoria, paper 5 – contemporary issues, 2019).

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La chiave di successo di un marchio (vinicolo)

Quali sono i fattori che determinano maggiormente il successo a lungo termine di un brand vinicolo?

Alla domanda rispondono Giovanni Geddes da Filicaja, amministratore delegato Frescobaldi, Masseto e Ornellaia; Piero Mastroberardino, produttore e ordinario di Economia e Gestione delle Imprese all’Università di Foggia; Mike Veseth, economista e autore della newsletter The Wine Economist. Il quesito è stato proposto anche ai candidati Masters of wine (Esame di teoria, paper 3 – business, 2014).

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Quali uve salvare (in caso di catastrofe)

Se un terribile flagello globale dovesse distruggere tutti i vitigni conosciuti, e tu avessi la possibilità di salvarne solo due, una a bacca bianca e una nera per il bene dell’umanità, quali sceglieresti di salvare?

Rispondono José Vouillamoz, genetista di fama mondiale; Attilio Scienza, studioso di viticoltura ed enologia e docente alla Statale di Milano; Riccardo Cotarella, presidente degli enologi italiani e docente all’Università della Tuscia. Il quesito è stato proposto anche ai candidati Masters of wine (Esame di teoria, paper 5, 2018).

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