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Sughero batte vite e silicone. Succede anche negli Usa

3 Maggio 2011 Elena Erlicher
Negli Stati Uniti le bottiglie con tappo in sughero sono preferite a quelle con chiusure alternative. Nel trimestre novembre 2010 - febbraio 2011 le prime 100 marche di vini Premium tappati con il sughero hanno registrato un aumento delle vendite del +13,8% a volume e del +12% a valore (con 1,1 miliardo di dollari di ricavi) rispetto allo scorso anno. Nello stesso periodo le vendite di vini sigillati con tappi a vite e in silicone sono calate del -13,1% a volume e del -10,3% a valore, arrivando a 700,4 milioni di dollari. È il risultato di un sondaggio AC-Nielsen condotto su un panel di punti vendita al dettaglio statunitensi. Inoltre, durante le 12 settimane perse in esame, le bottiglie con tappo in sughero sono state vendute a un prezzo medio di 1,32 dollari in più al pezzo rispetto a quelle chiuse con tappo a vite o in silicone. In un momento in cui anche in Italia si cominciano a sperimentare le chiusure alternative per particolari tipologie di vini (vedi Tappo a vite? Perché no. La Masi, in alcuni casi, ci ragiona) dagli Stati Uniti arriva una notizia che, invece, sembra promettere bene per il futuro del tappo in sughero. «La qualità di questo materiale è molto migliorata», ha commentato Peter Weber, direttore esecutivo della portoghese Cork Quality Council, tra i maggiori produttori di sughero al mondo e promotrice della campagna di informazione 100% Cork sui pregi dell’utilizzo del sughero, «mentre per le chiusure alternative cominciano a emergere alcuni ostacoli. Confidiamo nel fatto che la tendenza americana a preferire le bottiglie con tappo in sughero nel futuro si intensifichi ulteriormente».

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