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In Sudafrica si tornano a vendere alcolici. In Usa nessuna revisione sui dazi

18 Febbraio 2021 Anita Franzon
In Sudafrica si tornano a vendere alcolici. In Usa nessuna revisione sui dazi

La revoca, con limitazioni, del divieto di vendita di alcolici, permette al Sudafrica di tirare un sospiro di sollievo, ma non troppo profondo perché le continue riaperture e chiusure disposte dal governo hanno danneggiato fortemente il mercato. Negli Usa per ora non ci sono novità sul fronte dazi: l’Italia resta esclusa.

Due settimane fa, il presidente del Sudafrica Cyril Ramaphosa ha annunciato la revoca del divieto di vendita di alcolici che aveva colpito e affondato per la terza volta in un anno il mercato sudafricano. Restano comunque restrizioni sulle vendite, dato che gli alcolici possono essere venduti solo da locali autorizzati dal lunedì al giovedì tra le 10 e le 18 e da ristoranti e bar per tutta la settimana tra le 10 e le 22. Ramaphosa ha dichiarato: «Questi cambiamenti sono stati resi possibili dalla significativa riduzione dei ricoveri ospedalieri per Covid-19 in tutte le province, riducendo la pressione sui posti letto e sul personale. Voglio invitare tutti noi a bere in modo responsabile per non provocare un aumento delle infezioni a causa di comportamenti sconsiderati».

I danni sono incalcolabili

La notizia è stata accolta con favore da Aziende e imprenditori, come dall’AD dell’ente industriale Vinpro, Rico Basson, il quale ha però affermato: «Dobbiamo ora assicurarci che il nostro settore non venga nuovamente acceso e spento come un interruttore della luce da parte del governo» (The drinks business). Secondo quanto raccontato da Wine Enthusiast, tali ripetuti divieti hanno già provocato danni irreparabili a tutto il settore di produzione, vendita ed esportazione delle bevande alcoliche in Sudafrica, causando perdite di posti di lavoro e un aumento del commercio illegale degli alcolici. Il tira e molla di divieti e revoche e l’impossibilità di contare sul turismo, ha messo in ginocchio 290.000 vite.

La strategia di Stellenbosch

In mancanza di un aiuto dal governo, Stellenbosch – la più nota delle regioni vinicole sudafricane – ha avviato #Stellenboschunite; una collaborazione tra enti e imprese locali che, tramite donazioni, hanno fornito pacchetti settimanali di cibo alle famiglie degli agricoltori in difficoltà. Inoltre, «stiamo lottando per la nostra sopravvivenza mentre osserviamo l’incredibile volume di uva che penzola dalle nostre vigne ed è in attesa di essere raccolta», afferma il produttore Mike Ratcliffe. Alle varie tensioni si aggiunge il fatto che la vendemmia 2021 in Sudafrica è vicina e, secondo le stime, le scorte invendute del 2020 ammontano a circa 250 milioni di litri di vino.

Dazi Usa, nessuna revisione

The Office of the United States Trade Representative (USTR) non comunica, per ora, alcuna revisione dei dazi statunitensi, decidendo dunque di non apportare modifiche all’ultima tornata di tariffe imposte al vino e agli alcolici europei come parte della controversia Airbus-Boeing (l’Italia resta fortunatamente esclusa da tale disputa).

Ci si aspettava di più dal nuovo esecutivo Biden-Harris

Questo, in realtà, era il risultato minimo atteso da tutto il mondo e alla base della politica commerciale della neo-amministrazione Biden-Harris: qualsiasi aumento dei dazi avrebbe, infatti, annullato il loro messaggio di intesa tra USA ed Europa. Per altri, però, si tratta di “un’occasione persa per dare un primo segnale conciliante”, come affermato da Robert M. Tobiassen, presidente della National Association of Beverage Importers (NABI), che sperava, invece, in una sospensione di tali dazi, le cui ripercussioni per molti operatori del settore sono immense, in particolare tra gli importatori (ai quali dedica un approfondimento il New York Post), le distribuzioni e le vendite al dettaglio, ma anche nell’ospitalità (Winebusiness.com).

Foto di A. Fietz per Pixabay

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