Speri, uniti per la Valpolicella Classica

Speri, uniti per la Valpolicella Classica

Speri è uno dei nomi storici della viticoltura veronese, con un appeal internazionale e una distribuzione che tocca 60 Paesi. La forza aziendale sta nella famiglia e nel rispetto delle tradizioni, che vengono portate avanti con passione, rispetto e ricerca dell’eccellenza. L’impegno bio passa dalla certificazione Equalitas.

Laura all’accoglienza; Chiara al marketing; Luca al commerciale; Giampaolo in amministrazione, Carlo come supervisor; Giampietro, Alberto e Giuseppe al timone della vigna e della cantina. Otto persone, tre generazioni e un unico nome, Speri, che dal 1874 porta in alto il vessillo della Valpolicella classica nel mondo. Oggi sono 60 i Paesi in cui vengono distribuiti i vini aziendali.
«Ci piace il gioco di squadra e abbiamo sempre considerato quest’attività come un “affare di famiglia” in cui tutti sono coinvolti. Le decisioni vengono prese insieme, ascoltando il punto di vista di ciascuno», spiega Giampaolo Speri. «È questa la nostra più grande forza. Se oggi siamo riconosciuti come una delle Cantine simbolo della Valpolicella Classica è soprattutto grazie alla nostra capacità di restare uniti e supportarci l’un l’altro nel lavoro quotidiano».

Chiara, Carlo, Laura, Giampaolo, Giampietro, Giuseppe, Luca e Alberto Speri

Il valore del territorio

Speri ha alle spalle oltre 150 anni.
«Siamo tra le più antiche e storiche famiglie della Valpolicella e produciamo orgogliosamente solo vini Doc e Docg esclusivamente nell’area classica. Abbiamo scelto di seguire direttamente tutta la filiera produttiva, dal filare alla bottiglia, per assicurarci il controllo qualitativo delle diverse fasi». Per lo stesso motivo si vinificano solo uve dei vigneti di proprietà, senza fare ricorso a conferitori.
Il territorio rappresenta il bene più prezioso, è sinonimo di casa e di radici. «Siamo dei tradizionalisti e il legame con la terra è il nostro primo motore. Ci definiamo dei custodi dell’integrità di queste colline straordinarie e abbiamo sempre lavorato nel massimo rispetto della natura e dell’ambiente che ci circonda. Il nostro obiettivo, chiaro e preciso, è quello di migliorarci giorno dopo giorno, con la consapevolezza che ci sia sempre qualcosa da imparare».

Produzione biologica certificata dal 2015

Nei 60 ettari vitati crescono soltanto le uve autoctone. Corvina, Corvinone, Rondinella e Molinara, i vitigni che danno vita ai grandi rossi della Valpolicella; ma anche cultivar storiche minori come Oseleta, Rossanella, Pelara e Cabrosina, di cui Speri si propone di preservare la tipicità varietale, salvandole dal rischio di estinzione.
«Dopo un lungo periodo in cui abbiamo praticato la cosiddetta agricoltura sostenibile, da un decennio abbiamo deciso di avviare l’iter di conversione al biologico e dall’annata 2015 tutta la produzione è certificata. Non solo, con un certo orgoglio posso dire che siamo la realtà bio maggiore per estensione di ettari e produzione in Valpolicella classica».

Scelte rispettose dell’ambiente a 360°

La biodiversità si traduce in una serie di scelte consapevoli in vigna per favorire e mantenere l’equilibrio del “sistema vigneto”, come l’inerbimento, il compostaggio dei residui della potatura e della vinificazione e la confusione sessuale, per tenere a bada il principale insetto nemico della vite, ovvero la Tignoletta. Quanto al sistema di allevamento, nei primi anni Novanta sono state apportate importanti modifiche alla tradizionale pergola veronese, trasformandola nella pergola inclinata aperta, che offre maggior irraggiamento e ventilazione dei grappoli.

L’obiettivo futuro è lo standard Equalitas

In tempi recenti, accanto alla certificazione biologica, la famiglia Speri si è impegnata per il raggiungimento di un altro importante traguardo a sfondo green; l’ottenimento della certificazione di sostenibilità secondo lo standard Equalitas.
«Si tratta di un riconoscimento che, partendo da una logica ambientale, pone l’accento anche sul piano etico-sociale ed economico delle attività aziendali attraverso precisi indicatori verificabili e misurabili. Oggi la nostra Cantina è sostenibile dal punto di vista ambientale, con la biodiversità, la produzione bio e le buone pratiche di lavorazione, ma anche sociale, grazie a un’organizzazione dei lavoratori che promuove il welfare, la formazione e i diritti dei nostri collaboratori. E poi c’è la sostenibilità economica, che portiamo avanti svolgendo puntuali controlli di gestione, attuando un piano di crescita adeguata per i dipendenti e buone pratiche economiche verso i fornitori. Per noi è importante che chi sceglie di acquistare i vini a marchio Speri lo faccia per la loro qualità intrinseca, ma abbia al tempo stesso la garanzia che dietro a ogni bottiglia ci sia un universo di valori e un approccio rispettoso dell’ambiente».

La bottiglia dell’Amarone Sant’Urbano

Amarone della Valpolicella Classico Sant’Urbano, l’unico vero Amarone Speri

L’impostazione tradizionalista non ha impedito a Speri di essere tra i pionieri della moderna viticoltura in Valpolicella. Nel 1958 è stata tra le primissime aziende a mettere in commercio l’Amarone, che a distanza di oltre 60 anni è ancora un’icona di stile e classicità a livello internazionale. «Per noi l’Amarone è Uno e Uno solo: l’Amarone della Valpolicella Classico Sant’Urbano, che prende nome dall’omonima tenuta nel comune di Fumane. Una sola etichetta che rappresenta la punta di diamante della nostra filosofia e cultura aziendale. Viene prodotta solo nelle annate migliori e riposa 12 mesi in più in bottiglia rispetto a quanto previsto dal disciplinare».

La valorizzazione dei “cru” dagli anni Settanta

Dai primi anni Settanta, con un certo anticipo rispetto al resto d’Italia, Speri ha iniziato a vinificare separatamente le uve dei diversi vigneti e delle singole parcelle, sul modello dei cru francesi. «Questo modus operandi, che oggi finalmente trova sempre più adesioni, ci consente di evidenziare le peculiarità di ogni appezzamento attraverso delle lavorazioni studiate ad hoc». Sono tre i vini che portano in etichetta il vigneto di origine. Oltre all’Amarone Classico Vigneto Monte Sant’Urbano anche il Valpolicella Classico Superiore Sant’Urbano e il Recioto Classico La Roggia. Da ricordare le altre due referenze aziendali; il Valpolicella Classico Doc e il Valpolicella Ripasso Classico Doc, che confermano l’attitudine all’eleganza e alla territorialità di questa storica Cantina.

Foto di apertura: la sede aziendale a Pedemonte, nel comune di San Pietro in Cariano 

SPERI
via Fontana 12
Pedemonte, San Pietro in Cariano (Verona)
045.77.01.154
info@speri.com
www.speri.com
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Realizzato in collaborazione con Speri

Questo articolo è tratto da Civiltà del bere 4/2021. Acquista

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© Riproduzione riservata - 05/12/2021

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