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Speciale Piemonte: Prunotto, una classica modernità famosa nel mondo

10 Luglio 2012 Civiltà del bere
Da I report di Civiltà del bere: Piemonte Con oltre un secolo di storia sulle spalle la cantina Prunotto può ben definirsi una realtà storica nel territorio delle Langhe. Nata nel 1904 a Serralunga, come Cantina Sociale “Ai Vini delle Langhe”, contava fra i fondatori quel giovane Alfredo Prunotto che avrebbe dato vita a uno dei marchi più noti in fatto di vini piemontesi. Nel 1922, fu proprio il signor Alfredo che rilevò la Cantina Sociale, in difficili condizioni economiche. Sotto la sua guida, l'azienda non tardò a farsi conoscere in Italia e all’estero. Nel 1956, Prunotto la lasciò nelle mani della famiglia Colla che, fin dall’inizio degli anni ’60, cominciò la selezione delle vigne più vocate per iniziare la commercializzazione di vini, i cru come il Barolo Bussia o la Barbera d’Alba Pian Romualdo, ottenuti dalla vinificazione separata delle uve provenienti da questi singoli appezzamenti. ECCELLENZA FIRMATA ANTINORI - Nel 1989, la famiglia Antinori si affaccia alla storia della Casa piemontese, ma è solo nel 1994 che ne acquisisce il pieno controllo affidandolo ad Albiera, la figlia primogenita del Marchese Piero Antinori. È a lei che si deve la forte caratterizzazione che oggi vantano i vini di casa Prunotto. In perfetto equilibrio fra l’impronta classica lasciata dal fondatore, la certezza di criteri qualitativi senza compromessi e uno sguardo volto al futuro con il continuo aggiornamento tecnologico degli impianti e la sperimentazione di nuovi cloni, la fisionomia della Cantina si è andata plasmando dopo il suo arrivo. La superficie vitata in proprietà è arrivata intorno ai 50 ettari, nel 1999 è stata inaugurata una nuova struttura per la vinificazione e lo stoccaggio. Per l’affinamento dei vini si utilizzano botti di differenti capacità (27-54-77 ettolitri) e di differenti legni (rovere francese, rovere di Slavonia e acacia). Per vini come Costamiòle e Mompertone si adoperano barrique francesi. LE GRANDI VIGNE VOCATE - Negli ultimi 10 anni molto si è investito in vigna, sia a livello di analisi del terreno sia in fatto di selezione clonale, con l’obiettivo di esaltare al massimo i singoli cru e ottenere vini sempre più “figli” della loro zona d’origine. Fra le vigne più vocate, l’azienda Prunotto può vantare appezzamenti come Bric Turot, nella zona di Barbaresco, o Mompertone, nel Monferrato, e ancora Costamiòle, ad Agliano. Ma è il vigneto Bussia che, più di ogni altro, ha contribuito a quello stile Prunotto ormai noto in tutto il mondo. Un anfiteatro di poco più che sette ettari a Monforte da cui si ottiene un vino di grande carattere, dai profumi intensi e persistenti che esprime con eleganza tutte le peculiarità di questo territorio.

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