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Sette anni per esaltare il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg

14 Dicembre 2010 Monica Sommacampagna
Un’accademia con l’Istituto enologico di Conegliano per formare trade e stakeholder sul valore della Docg e, a seguire, una campagna di comunicazione sul consumatore. «L’obiettivo è riuscire nel giro di sette anni a creare un differenziale nel mondo del Prosecco facendo percepire il valore della Garantita, altrimenti vedremo ridotta la possibilità di farlo in futuro», spiega Franco Adami, presidente del Consorzio Tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, a pochi giorni dall’evento di presentazione dei dati della Denominazione a Solighetto di Pieve di Soligo (Treviso). Buone le performance di chiusura 2010: a fronte di una crescita produttiva dal 2003 a oggi di oltre il +45% a un tasso medio del 10,6%, per fine anno ci si attende un incremento delle vendite in Italia e all’estero tra il +3 e il +5%. Una Denominazione che, secondo l’indagine 2009 del Centro Studi, rappresentato da Vasco Boatto, direttore del Centro interdipartimentale in Viticoltura ed enologia a Conegliano, totalizza 60.800.000 bottiglie (di cui 55 milioni per la tipologia spumante, pari al 91% del totale produzione, il resto è rappresentato dalla versione tranquillo e frizzante), 166 Case spumantistiche e un giro d’affari di 380 milioni di euro. In particolare, nel 2009 rispetto al 2008 il Conegliano Valdobbiadene Prosecco è cresciuto del +5,9%  in tutti i canali distributivi, con l’Horeca come settore leader in cui si concentra il 35,1% delle vendite. Parallelamente, la Grande distribuzione organizzata ha aumentato la sua importanza (32,4%), come spiegato da Giancarlo Gramatica di Symphony Iri Group. All’estero le vendite salgono del +5,7% raggiungendo il 36,6%; primo mercato si conferma la Germania con il 33,3%, seguita dalla Svizzera (19,4%) e dagli Stati Uniti (9,8%), ma crescono anche i mercati minori e oggi il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore è presente in oltre 50 Paesi. Quali le prospettive? In quella che Eugenio Pomarici, docente dell’Università di Napoli, ha denominato “Prosecco decade”, il Consorzio Tutela Valdobbiadene Conegliano Docg, che ha puntato l’attenzione sul territorio, investe oggi sulla differenziazione della Garantita rispetto al Prosecco Doc. «Di fatto solo il 45% dei consumatori sa cosa significa “Garantita”. In questo senso ci siamo attivati anche con il Ministero perché evidenzi a livello grafico la fascetta con la G in modo da assicurarci maggiore riconoscibilità», ha detto Adami. Nell’ambito della strategia adottata dal Consorzio, le microzone Le Rive legate a 40 frazioni o a 15 comuni diversi fungono da amplificatori delle opportunità di creare vini particolari grazie alla Garantita. Quanto alle opportunità distributive, oggi una bottiglia di Conegliano Valdobbiadene Docg in Gdo è venduta a un prezzo medio di 5,50-7,50 euro, mentre il Prosecco Doc si trova in commercio a circa 2 euro in meno. In questo senso è ancora più importante fare percepire, in tempi di crisi economica, perché il consumatore deve spendere di più, comunicare cioè e bene il plusvalore di un territorio, a partire dalla qualità che si può apprezzare una volta stappata la bottiglia.

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