Dal mondo Dal mondo Matteo Forlì

Con la nuova tipologia Prestige il Sekt tedesco si dà una “regolata”

Con la nuova tipologia Prestige il Sekt tedesco si dà una “regolata”

La VDP, associazione indipendente dei viticoltori d’elite, vara il disciplinare per gli spumanti tedeschi (Sekt) d’alto profilo. Con indicazioni per rese, vitigni e affinamenti. E la nuova tipologia “Prestige”. Le bottiglie selezionate indicate da marchio inedito. Il presidente Steffen Christmann: «Una bussola della qualità per il consumatore».

Un nuovo statuto per l’indicazione di qualità e una nuova categoria, “Prestige”, per affrancarsi sempre di più dall’immagine di vino fatto per dissetare l’insaziabile passione tedesca per le bollicine. Il Sekt è infatti il più delle volte identificato con spumante metodo Charmat, fermentato in autoclave da vino base nemmeno tedesco, ma imbottigliato in Germania. E consumato a fiumi nei Land. Ma esistono storicamente anche prodotti di elevata qualità. I più pregiati, ottenuti con Metodo Classico, sono elaborati soprattutto da uve coltivate su suolo tedesco (Deutscher Sekt o Sekt bA, cioè prodotto nelle sole 13 regioni viticole riconosciute) e in particolare da Riesling e Weissburgunder (Pinot bianco).

Due anni per il nuovo statuto VDP

I grandi Sekt possono essere affinati per decine di mesi a contatto coi lieviti, sono abituati all’attesa. E dopo una gestazione durata due anni hanno preso forma nuove indicazioni pensate per aiutare il consumatore a distinguere le versioni migliori, disciplinarne la produzione e ripagare l’attesa di chi li confeziona. Il VDP Sekt Statut, rilasciato ufficialmente a fine 2020, applica gli elevati standard di qualità dell’Associazione dei viticoltori tedeschi di qualità (VDP, ossia Verband Deutscher Prädikats und Qualitätsweinguter) che raggruppa le 200 migliori aziende vitivinicole tedesche. Da anni ha elaborato un sistema indipendente di classificazione e organizzazione dei territori simile a quello della Borgogna per valorizzare i singoli vigneti e la qualità dei vini. Un sistema che tuttavia non ha valore normativo.

Le complicate classificazioni del vino tedesco

Al vertice della piramide del sistema legislativo ufficiale tedesco – semplificando al massimo uno schema che tormenta i sonni degli appassionati di vino e nel quale peraltro i Sekt fanno storia a sé – ci sono infatti i cosiddetti “vini col predicato” (Prädikatswein). Le sei categorie che ne fanno parte sono associate alla quantità di zuccheri fermentescibili contenuta nel mosto, sono utili a definire lo stile produttivo di questi vini ma non prevedono alcun termine per etichettarne la qualità. Un vuoto che i produttori tedeschi d’élite hanno colmato, per l’appunto, col bollino Traubenadler – l’aquila che porta un grappolo d’uva – e quattro livelli con diversi requisiti su rese e vitigni ammessi. I primi due gradini di questa ulteriore classificazione sono gli Erste Lage e Grosse Lage, omologhi rispettivamente di Premier Cru e Grand Cru borgognoni.

Due categorie, diversi affinamenti

Per i Sekt il nuovissimo disciplinare VDP prevede due categorie: VDP Sekt, con 24 mesi di permanenza minima sui lieviti, e il VDP Sekt Prestige, che ne fa almeno 36. Ma non è finita: rigide normative per la produzione di vino-base e un lavoro interamente manuale in vigna, dalla potatura alla vendemmia. Le varietà ammesse possono invece essere decise dalla singola regione viticola ma tipicamente abbracciano Riesling, Pinot nero e bianco e altre varietà autoctone storiche della zona. Così come sono permessi blend varietali e cuveé da singoli siti al fine di ampliare lo spettro espressivo del prodotto finale.

Marchio di qualità

Un nuovo bollino, lo Sektsiegel, apparirà sulle bottiglie di Sekt capaci di superare i requisiti richiesti dall’associazione fondata nel 1910. «Il nostro nuovo VDP Sekt Statut», sono le parole con cui il presidente di VDP Steffen Christmann ha lanciato l’iniziativa, «offre agli amanti del vino in Germania e all’estero una bussola della qualità per aiutarli a distinguere tra l’ampia offerta nell’area degli spumanti tedeschi».

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© Riproduzione riservata - 23/02/2021

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