Dal mondo Dal mondo Anita Franzon

Sei nuove uve nelle Aoc di Bordeaux per affrontare il climate change

Sei nuove uve nelle Aoc di Bordeaux per affrontare il climate change

Dopo 10 anni di ricerca arrivano 6 nuovi vitigni per le Aoc Bordeaux e Bordeaux Supérieur. Rossi (4) e bianchi (2), alcuni sono incroci con Cabernet Sauvignon o Chardonnay, altri arrivano dal Portogallo, come Tourriga nacional e Alvarinho.

L’Institut national de l’origine et de la qualité (Inao) ha ufficialmente approvato l’uso di quattro nuove varietà a bacca rossa e due a bacca bianca nell’area di Bordeaux. I sei vitigni sono stati scelti tra 52 candidati per aiutare i produttori di vino della rinomata regione francese ad adattarsi alle stagioni sempre più calde e precoci.

Una proposta per contrastare il cambiamento climatico

L’annuncio dell’ente Inao, divisione del ministero dell’Agricoltura francese, rappresenta il culmine di oltre dieci anni di ricerche condotte da scienziati e viticoltori per affrontare l’impatto del cambiamento climatico attraverso misure eco-compatibili, ma anche innovative. Gli esperti hanno dapprima esaminato 52 varietà, per poi concentrarsi sulle ultime sei considerate particolarmente adatte per la loro capacità di gestire lo stress idrico associato all’aumento della temperatura e per avere cicli di maturazione più lenti, oltre che una resistenza a specifiche malattie della vite e un’acidità naturalmente elevata. L’obiettivo è, dunque, quello di mantenere la freschezza, la struttura e gli aromi che i consumatori generalmente associano ai vini di Bordeaux. Nell’estate 2019, il Conseil interprofessionnel du vin de Bordeaux (Civb) e i viticoltori delle Aoc Bordeaux e Bordeaux Supérieur hanno presentato per la prima volta questa selezione di vitigni cominciando a porre e basi per un futuro sostenibile basato su ricerca, sperimentazione e collaborazione.

nuove uve Bordeaux

Dal Cabernet Sauvignon nascono, per incrocio, Arinarnoa (CS X Tannat) e Marselan (CS X Grenache) © Civb – G. d’Auzac

Le nuove rosse

Quattro nuovi vitigni a bacca rossa sono ora ufficialmente autorizzati a far parte dei blend bordolesi. Il primo, Arinarnoa, è un incrocio tra Tannat e Cabernet Sauvignon, ed è noto per garantire una produzione costante e un germogliamento tardivo; ha bassi livelli di zucchero e buona acidità. Castets è il nome di un’uva autoctona dell’area di Bordeaux da lungo tempo dimenticata, ma oggi recuperata perché meno suscettibile alle muffe e all’oidio. Incrocio tra Cabernet Sauvignon e Grenache è, invece, il Marselan, che ben si adegua ai cambiamenti del clima e dà vini adatti all’invecchiamento. L’ultima varietà a bacca rossa ora consentita a Bordeaux è un’uva piuttosto nota, ovvero la portoghese Touriga nacional che, grazie alla sua maturazione tardiva non rischia di soffrire le gelate primaverili, inoltre è naturalmente resistente a molte malattie fungine; non da ultimo, consente di ottenere vini di ottima qualità.

Le nuove bianche

Anche tra le nuove varietà a bacca bianca spicca un’influenza portoghese; l’Alvarinho è infatti molto noto tra i produttori del Vinho Verde così come dello spagnolo Albariño; le sue principali doti in vista di una coltivazione nell’area bordolese sono la spiccata aromaticità e l’alta capacità di adeguarsi a vari eventi climatici. Anche l’ultima uva entrata a far parte della squadra di Bordeaux, la Liliorila, ha ottime qualità aromatiche, ma si tratta di un incrocio sviluppato negli anni Cinquanta tra Baroque e Chardonnay.

E le nuove regole

I primi impianti sono previsti a partire da quest’anno e saranno permessi per le denominazioni Bordeaux e Bordeaux Supérieur, ma dovranno essere limitati al 5% della superficie totale di una tenuta. L’apporto di questi vitigni all’interno dei blend non dovrà superare il 10%; una percentuale non indifferente, ma che non sarà sufficiente per farli comparire sulle etichette dei vini. Le nuove uve affiancheranno quelle già autorizzate, ovvero: Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot, Malbec, Carménère, Petit Verdot per i rossi e Sémillon, Sauvignon blanc, Sauvignon gris, Muscadelle, Colombard, Ugni blanc, Merlot blanc e Mauzac per i bianchi.


Il Merlot è una delle varietà che corrono più rischi a causa del cambiamento climatico © Château La Peyre – Civb

Programmare il futuro

A causa dell’ormai innegabile mutamento meteorologico, le alternative ai classici vitigni del taglio bordolese diventano sempre più reali. Sono, infatti, proprio alcuni cavalli di battaglia come Merlot e Sauvignon blanc a correre più rischi a Bordeaux. Aspettando il 2024, l’annata in cui dovrebbero uscire i primi vini ottenuti con il supporto dei nuovi vitigni, il Civb afferma di avere dato il via a tanti altri progetti per limitare i possibili danni; su tutti, l’introduzione di pratiche agricole ed enologiche più consone ai tempi che verranno. I viticoltori bordolesi stanno quindi pianificando con largo anticipo il futuro della regione, andando costantemente alla ricerca di armonia ed equilibrio nei loro vini per non tradire le aspettative dei consumatori di oggi e di domani.

In apertura: L’allevamento delle nuove uve dovrà essere limitato al 5% della superficie totale di una tenuta © Civb – P. Cronenberger

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© Riproduzione riservata - 20/02/2021

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