In Italia

In Italia

Sebastian Stocker ci ha lasciati (ma non la sua filosofia)

21 Dicembre 2017 Roger Sesto
È morto Sebastian Stocker da Terlano, classe 1929. Era un autentico cantiniere d’antan, pragmatico sperimentatore e saggio patriarca, con quel suo piglio caparbio e l’abilità affabulatoria simpaticamente scandita da un caratteristico idioma suditorlese, e da sfumature di dialetto trentino apprese grazie ai suoi stretti legami con la Scuola agraria di San Michele all’Adige. Uomo in grado di stupire, rifuggendo però le luci della ribalta. È stato capace di dettare i modi e i tempi dell’evoluzione del vino sudtirolese, contro ogni convinzione conservatrice del tempo.

Il "metodo Stocker" ha fatto scuola

Il “metodo Stocker”, che consiste nel lasciare sui lieviti in botti di legno e acciaio il vino per lunghissimi affinamenti, ha fatto scuola e ha rivoluzionato il mondo di Bacco dei bianchi altoatesini. Stocker è stato un vero kellermaister che ha davvero cambiato l’approccio enologico al vino, rendendolo capace di virtuose evoluzioni. Un maestro che ha tracciato una strada innovativa, primo in Italia a dimostrare che anche al di fuori della Borgogna i bianchi possono sfidare il tempo.

Da Cantina di Terlano alla riscoperta del Weissterlaner

Impossibile pensare al successo attuale dell’Alto Adige vitivinicolo senza partire dal suo ruolo nel rinnovare la visione imprenditoriale della Cantina di Terlano. Realtà cooperativa fondata nel 1893, che ha accolto un giovane Sebastian nel 1955 per tenerselo stretto sino al 1993, quando si sarebbe ritirato nel suo maso sopra la cittadina altoatesina per dedicarsi a una propria produzione di metodo classico e alla riscoperta del rarissimo e complicato Weissterlaner, il vero vitigno storicamente alla base dei bianchi locali, poi sostituito da un blend internazionale.

Sebastian Stocker e la ricerca della longevità dei bianchi

Per 40 anni dunque è stato il deus ex machina di Terlano, preservando anche una collezione di bottiglie - inizialmente di nascosto, all’insaputa della dirigenza - che potessero raccontare la storia del luogo: un archivio enologico tuttora custodito nei sotterranei della Cantina, che consta di oltre 100 mila bottiglie a partire dalla fine degli anni Cinquanta. Ma soprattutto, in questi quattro decenni, Stocker ha guidato l’attività in vigna e in cantina con metodi innovativi, alla ricerca della longevità dei bianchi e facendo scuola. Ancora oggi, non a caso, le "Rarità" della Cantina Terlano seguono la strada tracciata dal maestro, con la scrupolosa osservanza dei suoi protocolli enologici.

In Italia

Addio a Carlo Speri, tra i pionieri della Valpolicella

Il 6 gennaio, all’età di 85 anni, è morto Carlo Speri, protagonista […]

Leggi tutto

Vini di Montagna (14): l’Etna

Anche al Sud si produce in alta quota. In Sicilia, sul vulcano […]

Leggi tutto

Il vino secondo i giovani: cosa dicono i produttori under 35?

La eno-gioventù. Una finestra aperta sui loro successi e sui loro sogni, […]

Leggi tutto

Addio ad Arnaldo Caprai, l’imprenditore tessile che ha reso celebre il Sagrantino

Cavaliere del lavoro per meriti in agricoltura, il “re del merletto” si è […]

Leggi tutto

I 30 anni della Doc Verduno Pelaverga, enclave distintiva nel feudo del Barolo

Una piccola patria di 35 ettari e meno di 260 mila bottiglie. […]

Leggi tutto

Addio a Giuseppe Bonci, vignaiolo appassionato dei Castelli di Jesi

Il 21 dicembre si è spento all’età di 81 anni il produttore […]

Leggi tutto

La via etica: le diocesi italiane fanno rete “agricola”

Con il progetto Nostra Madre Terra gli Istituti diocesani di Piemonte, Veneto, […]

Leggi tutto

Ristorante Barbagianni a Colle di Val d’Elsa (Siena)

Tradizione toscana e tecniche francesi in un ricercato equilibrio di sapori. Al […]

Leggi tutto

Consorzio Colli di Conegliano Docg: Isabella Collalto de Croÿ eletta presidente

Cambio al vertice del Consorzio di Tutela dei Vini Colli di Conegliano […]

Leggi tutto
X

Hai dimenticato la Password?

Registrati