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Schioppettino in due parole: frutti di bosco e freschezza

12 Febbraio 2019 Roger Sesto
Schioppettino in due parole: frutti di bosco e freschezza

Da sempre coltivato nella zona di Prepotto, in provincia di Udine, lo Schioppettino è un autoctono rilanciato e autorizzato negli anni Ottanta, come il Pignolo e il Tazzelenghe. Ma non ha paragoni con le altre cultivar a bacca rossa della regione.

Per le sue caratteristiche fruttate e aromatico-speziate, il vino che ne deriva è assolutamente identitario. Tratti organolettici che scaturiscono fra l’altro dal particolare terroir presente nella vallata dello Judrio. «È grazie alle basse rese (70 q/ha) e a un drastico diradamento dei grappoli, oltre che alla vendemmia manuale che permette di raccogliere le bacche solo a un perfetto grado di maturazione, che riusciamo a ottenere un grande Colli Orientali del Friuli Schioppettino di Prepotto Doc», puntualizza Denis Pizzulin di Prepotto.

Con i lieviti selezionati dall’Associazione Schioppettino di Prepotto

«Il vitigno è di complessa gestione e comporta un lungo lavoro in campagna, essendo sensibile alle scottature solari». Dopo la diraspatura gli acini fermentano in vasche di acciaio con una macerazione anche di 30 giorni. I lieviti impiegati sono frutto di una selezione effettuata dai soci dell’Associazione Schioppettino di Prepotto per cercare di mantenere integre le caratteristiche del vitigno.

Denis ed Elisabetta Pizzulin

Alla scoperta della molecola del rotundone

Il vino affina in tonneau per 24 mesi, il che gli dona struttura e ne esalta la complessità aromatica: frutti di bosco (mora, mirtillo e marasca) si mescolano armonicamente a una nota speziata piccante di pepe verde. «Attualmente», aggiunge Pizzulin, «siamo coinvolti in un progetto dell’associazione che mira ad analizzare la molecola del rotundone, presente in modo elevato in questa varietà, dal potente impatto aromatico di pepe».

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