Ruffino: per noi l’impegno è responsabile

Ruffino: per noi l’impegno è responsabile

Nei mesi scorsi Ruffino ha presentato il suo terzo bilancio di sostenibilità aziendale. Ad oggi il 75% dei rifiuti di lavorazione viene riciclato e c’è il progetto di convertire al biologico tutti i vigneti entro il 2025. Proseguono le attività sul fronte del bere moderato, per sensibilizzare i consumatori a partire dai giovani.

Non c’è sviluppo senza sostenibilità ambientale, né business senza responsabilità sociale d’impresa. L’impegno in questa direzione dello storico marchio toscano Ruffino prosegue con la presentazione del terzo bilancio di sostenibilità aziendale (relativo all’anno fiscale 2021). I risultati sono stati condivisi in un incontro svoltosi il 28 settembre a Bagno a Ripoli (Firenze), nella tenuta di Poggio Casciano.
«Abbiamo voluto organizzare un evento in presenza e ci tenevamo che fosse a casa nostra», racconta Sandro Sartor, presidente di Ruffino. «È stato un modo per sottolineare il nostro profondo legame con il territorio, il contesto ambientale e sociale in cui ogni giorno operiamo».

È il momento di agire

Tutto parte dalla consapevolezza delle difficoltà dello scenario attuale, tra cambiamenti climatici, criticità di tipo sanitario e sociale. Per il presidente di Ruffino non si può più aspettare: «Dobbiamo darci delle scadenze e usare al massimo le nostre energie per agire. Il mio auspicio è che il nostro esempio sia di ispirazione per altre aziende in zona. Non bastano uno o due soggetti a fare la differenza, serve una mobilitazione massiccia».

Conversione al biologico entro il 2025

Sul fronte della salvaguardia ambientale, Ruffino ha deciso di convertire tutta la produzione al biologico entro il 2025. «Si tratta di un percorso impegnativo, ma in cui crediamo fortemente, che ci permetterà di ridurre la nostra impronta ambientale e rispondere ai bisogni dei consumatori moderni, sempre più orientati alla scelta di vini sostenibili». La conversione al bio è iniziata nel 2018 e, con la vendemmia 2021, il 50% degli ettari a vigneto (circa 600) ha concluso l’iter.

Il rispetto per l’ambiente è a tutto tondo

«Per noi il biologico non è una meta ma uno strumento, che si inserisce in una strategia di riduzione degli sprechi e dell’impatto ambientale». Oltre il 75% dei rifiuti della lavorazione viene riciclato grazie a sistemi di fitodepurazione delle acque e impianti fotovoltaici per l’energia rinnovabile. «Nei prossimi quattro anni abbiamo in programma investimenti per oltre 8 milioni di euro da destinare ai progetti di sostenibilità ambientale, produttiva, di salute e di
sicurezza».

Bere poco e bere bene

E poi c’è il tema del bere moderato e responsabile.
«Per noi anche questa è sostenibilità e continueremo a sensibilizzare i consumatori di vino, a cominciare dai giovani, attraverso il nostro format Ruffino Cares a Firenze, ma anche con il programma Diversity & Inclusion e come ambassador di importanti iniziative di Wine in Moderation, l’associazione internazionale con sede a Bruxelles che promuove la cultura del consumo consapevole e del bere responsabile, di cui sono presidente».

RUFFINO
via Poggio al Mandorlo 1
Bagno a Ripoli (Firenze)
055.64.99.712
info@ruffino.it
www.ruffino.it
Segui su FacebookInstagram

Realizzato in collaborazione con Ruffino.

Questo articolo è tratto da Civiltà del bere 4/2021. Acquista

Sei abbonato digitale o premium? Sfoglia la rivista o scarica il pdf

Vuoi abbonarti? Clicca qui

Tag: , ,

© Riproduzione riservata - 24/01/2022

Leggi anche ...

50 anni di storia del vino: Marchesi Frescobaldi, alla scoperta dell’anima di un territorio
Storytelling
50 anni di storia del vino: Marchesi Frescobaldi, alla scoperta dell’anima di un territorio

Leggi tutto

50 anni di storia del vino: Nino Franco, il piacere senza tempo
Storytelling
50 anni di storia del vino: Nino Franco, il piacere senza tempo

Leggi tutto

PuntoZero lancia il blend Marcella, sinfonia di territorio
Storytelling
PuntoZero lancia il blend Marcella, sinfonia di territorio

Leggi tutto