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Rottensteiner presenta una nuova selezione di Santa Maddalena

14 Giugno 2021 Matteo Forlì
Rottensteiner presenta una nuova selezione di Santa Maddalena

Vigna Premstallerhof Select, novità della storica azienda di Bolzano, debutta con l’annata 2020. Schiava e Lagrein dal Maso della famiglia Vogel, uno dei cru della denominazione Santa Maddalena e simbolo di un sodalizio che dura da quasi 70 anni. 

Quale legame annodi la Tenuta Hans Rottensteiner al territorio altoatesino è chiaro fin dal nome: Roter Stein, o “pietra rossa”, come il porfido, la roccia madre dell’area attorno a Bolzano, che marca inconfondibilmente la mineralità dei suoi vini. Non è un caso che le prime documentazioni di una discendenza legata alla produzione di uva in questa zona risalgano addirittura al 1530. Un nesso che oggi si rafforza col battesimo della nuova interpretazione di Santa Maddalena, tradizione che diventa esaltazione della tipicità. Vigna Premstallerhof Select, che fa parte della linea di punta della Cantina, debutta sul mercato all’inizio di settembre 2021 ed è stato presentato in anteprima da Hannes e Judith Rottensteiner a Milano. 

Tipicità con un tocco più “internazionale”

«La nostra famiglia da sempre è molto legata alle varietà Schiava, che assieme al Lagrein è l’uva principe dei nostri vigneti, e in particolare abbiamo a cuore i vini della doc Santa Maddalena. Motivo per cui ci siamo posti l’obiettivo di creare un prodotto che fosse l’espressione massima del territorio e al contempo risultasse adatto anche a un pubblico più internazionale», spiega Hannes Rottensteiner, proprietario ed enologo della cantina fondata nel 1956 dal nonno, Hans, un pioniere dell’export di vino italiano oltre i confini nazionali (inconsueto all’epoca, quando quello altoatesino rappresentava il 50% del totale) che cominciò con la vendita di vino sfuso in Svizzera.

Gertrud Vogel gestisce il Maso Premstallerhof seguendo i principi dell’agricoltura biodinamica © Rottensteiner

Due famiglie, un vino

Le uve della nuova selezione di Santa Maddalena vengono dal Maso Premstallerhof, uno dei cru della denominazione. Adagiato sulle colline sopra Bolzano, tra 450 e 550 metri di altitudine, è l’unico dei cinque della Cantina (gli altri sono Reiterhof, Hofmannhof, Köfelehof e Kristplonerhof) che non è direttamente gestito dai Rottensteiner. La sua storia è anche quella del sodalizio con la famiglia svizzera proprietaria dell’appezzamento, i Vogel. Una collaborazione che dura da quasi 70 anni («e che oggi è una grande amicizia», confessa Hannes) e si è tramutata in identità di vedute in vigna, il regno di Gertrud Vogel, dove si opera «in completa armonia con la natura, attraverso i principi biodinamici», e originalità nel bicchiere.

Select Vigna Premstallerhof, Alto Adige Santa Maddalena Classico Doc © Rottensteiner

Select Vigna Premstallerhof, Alto Adige Santa Maddalena Classico Doc

Dopo uno studio durato anni, Hannes Rottensteiner e Gertrud Vogel hanno deciso di selezionare una parte speciale di vigneto e di vinificare separatamente le “file” più basse, di livello qualitativo più alto. E di aumentare in tal modo la percentuale di Lagrein, più presente tra i filari nella parcella, portandola al 13% (alla Schiava la restante parte dell’uvaggio). Dopo la fermentazione in vasche di cemento, il vino matura per alcuni mesi in botti grandi di rovere.

Il risultato nel calice è una nuance rubino più scura e fitta rispetto agli altri Santa Maddalena aziendali. La spezia, che emerge dalle note di frutta rossa, aumenta la complessità del bouquet e in bocca la presenza più netta del Lagrein arrotonda la verticalità della Schiava e ne smussa il tipico finale ammandorlato. La sapidità è garantita dalle caratteristiche del porfido dal quale spuntano le barbatelle. Il resto lo fa l’annata, la 2020, «perfino ruffiana», come la definisce Hannes. Chissà che in futuro questa espressione non venga lasciata maturare qualche mese in più in bottiglia prima di essere messa sul mercato. Appena 2.500 le bottiglie prodotte.

Foto in apertura: Hannes Rottensteiner, proprietario ed enologo della Cantina omonima © Rottensteiner

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