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Rocca delle Macìe: avanzare Passo Dopo Passo

Rocca delle Macìe: avanzare Passo Dopo Passo

Il ristorante Passo Dopo Passo apre nel Relais Riserva di Fizzano di Rocca delle Macìe. Il nome evoca anche la filosofia della famiglia Zingarelli, abituata a procedere negli investimenti con la giusta attenzione. Veste rinnovata per il Chianti Classico Sergioveto e il Supertuscan Roccato da uve Cabernet.

Aria di novità in casa Rocca delle Macìe, l’azienda vitivinicola del Chianti Classico fondata nel 1973 da Italo Zingarelli, produttore cinematografico di successo (sua la firma sulle pellicole cult del binomio Bud Spencer-Terence Hill). Non solo vino, ma anche ospitalità e cambio generazionale: sono questi gli aspetti che proprio nel difficile anno del Covid-19 tengono impegnato Sergio Zingarelli, il deus ex machina dell’azienda, e i suoi collaboratori.

Un’impresa di famiglia

Partendo da quest’ultimo aspetto, forse è presto parlare di cambio generazionale. Perché Rocca delle Macìe è ancora saldamente nelle mani di Sergio, che la conduce fin dal 1991, quando il padre Italo gli passò a sua volta il testimone. Tuttavia, i figli Andrea e Giulia e il nipote Fabio già da tempo hanno cominciato a collaborare in azienda: il primo occupandosi più della fase produttiva, la seconda della gestione del Relais Riserva di Fizzano e Fabio invece orientato più sulle vendite. Tutti abbinano gli impegni aziendali alle loro passioni personali. Andrea è un arbitro di calcio professionista, che di recente ha fatto il guardalinee anche in serie A, Giulia è una grande appassionata di cavalli e Fabio ama i viaggi e le culture asiatiche.

Ospitalità nel Chianti

La novità più eclatante e a cui la famiglia Zingarelli tiene in modo particolare è la valorizzazione del Relais Riserva di Fizzano attraverso l’ingaggio dello chef Maurizio Bardotti, con trascorsi in ristoranti stellati della Toscana. «Italo acquistò la nostra terza fattoria, Fizzano, nel 1984», spiega Sergio Zingarelli, «perché aveva intuito che su quella collina di 70 ettari potevano essere impianti vigneti che avrebbero espresso grandi vini rossi tipici del territorio chiantigiano. E poiché Fizzano è anche un piccolo borgo che risale all’XI secolo, nel 2000 abbiamo aperto un relais con 22 appartamenti e un ristorante».

Il ristorante Passo Dopo Passo

Ebbene, proprio quest’anno è stato ribattezzato il ristorante Passo Dopo Passo. Il nome indica la filosofia della famiglia Zingarelli abituata a procedere negli investimenti senza fare, come suol dirsi, “il passo più lungo della gamba”. Grazie all’amicizia con Giulia Zingarelli e al suo valido curriculum, dal 10 giugno scorso Maurizio Bardotti ha inaugurato il nuovo percorso del ristorante di Fizzano. Spiega Sergio Zingarelli: «Già dal primo piatto da lui preparato ho capito di aver cambiato completamente il tipo di offerta del locale».

Ristorante Passo Dopo Passo
Giulia Zingarelli e Maurizio Bardotti, lo chef del ristorante gourmet Passo Dopo Passo

Cucina gourmet tra i vigneti

Passo Dopo Passo è aperto sia per gli ospiti del relais che per i clienti che non vi alloggiano. La cucina è gourmet lasciando spazio però anche a una proposta più accessibile. La clientela è in prevalenza straniera, ma quest’anno la presenza di italiani è stata superiore, in particolare nel mese di agosto dove la richiesta è stata doppia rispetto al passato. Grazie all’ottima organizzazione del relais e alla splendida posizione in mezzo ai vigneti del Chianti Classico, la famiglia Zingarelli è consapevole di avere aggiunto “il bello al bello”.

Il legame con il territorio

«Passo Dopo Passo completa in maniera ottimale l’offerta di Rocca delle Macìe», sottolinea Sergio Zingarelli. «In effetti siamo ben organizzati per visite guidate, degustazioni e light lunch in azienda, mentre a Castellina in Chianti abbiamo anche un wine bar il cui nome, Altroché, è lo stesso di un cavallo di mia figlia Giulia. Crediamo molto nel nostro territorio, che ci ha dato tantissimo e che noi produttori abbiamo fatto rivivere facendo conoscere angoli nascosti o dimenticati».

Donare alla propria terra

Prosegue Zingarelli: «È giusto perciò che le aziende vitivinicole restituiscano anche qualcosa al proprio territorio. La cosa bella, che vorrei sottolineare, è che chi viene da noi in azienda o a Fizzano va poi via con un’idea positiva; non solo di Rocca delle Macìe, ma della stessa Toscana. E infatti, nel ristorante del relais, proprio per andare incontro alle richieste della clientela, anche di quella che ci segue da oltre vent’anni, sono in carta vini di altre cantine toscane e italiane».

Sergioveto e Roccato in purezza e con una nuova grafica

Per quanto riguarda il settore vitivinicolo, Rocca delle Macìe ha puntato molto quest’anno su due etichette in particolare, il Sergioveto e il Roccato. Se fino al 2015 entrambi questi vini erano frutto di blend, attualmente il Sergioveto è un Chianti Classico Riserva Docg da uve Sangiovese 100%; mentre il Roccato proviene dal solo Cabernet Sauvignon, e in particolare da vigneti di 30 anni con il risultato di esprimere un vino molto più elegante, potente e di grandissima piacevolezza. Anche le etichette che vestono le bottiglie sono state adeguate ai nuovi prodotti.

etichette rinnovate di Sergioveto e Roccato
Le etichette rinnovate di Sergioveto e Roccato

“Best of show” e Tre bicchieri per il Sant’Alfonso 2018

«Oggi Rocca delle Macìe», dice Sergio Zingarelli, «può contare su sei etichette di Chianti Classico: due annata, due Riserva e due Gran Selezione. La nostra è un’azienda che sta scommettendo sempre di più nella denominazione del Chianti Classico, e il mercato ci sta dando ragione». Se il Chianti Classico Gran Selezione Sergio Zingarelli è il top di gamma, quest’anno le soddisfazioni sono venute anche dal Sant’Alfonso 2018. Quest’ultimo ha ottenuto i Tre bicchieri del Gambero Rosso, come pure il “best of show” al concorso internazionale Mundus Vini. Anche sul fronte delle esportazioni, che in tempi normali è di circa il 75%, alcuni mercati, come quello canadese, hanno retto meglio del previsto la crisi causata dal Covid19.

Rocca delle Macìe possiede quattro Tenute nel territorio del Chianti Classico (Le Macìe, Sant’Alfonso, Riserva di Fizzano, Le Tavolelle) e due nella Maremma Toscana (Campomaccione e Casa Maria) per complessivi 207 ettari vitati e una produzione media annua di circa 2 milioni di bottiglie.

Realizzato in collaborazione con Rocca delle Macìe.

Questo articolo è tratto da Civiltà del bere 4/2020. Acquista

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© Riproduzione riservata - 13/02/2021

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