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Riscoprire la tradizione, migliorandola. Il motto di Nino Negri

Riscoprire la tradizione, migliorandola. Il motto di Nino Negri

La storica Casa vinicola valtellinese Nino Negri, al vertice della critica italiana e mondiale grazie a etichette del calibro del 5 Stelle Sfursat, è l’emblema di una viticoltura di montagna fatta di passione e valorizzazione del territorio.

Se oggi la Valtellina ha il suo posto al sole sulla scena enologica mondiale, per gran parte è merito della storica Nino Negri che con i suoi 31 ettari di proprietà ed in affitto, situati nelle sottozone più prestigiose (Grumello, Sassella, Inferno e Valgella) i 125 gestiti in collaborazione con storiche famiglie di viticoltori, rappresenta la maggiore realtà vinicola della zona. Fondata nel 1897, la Cantina ha sede a Chiuro (Sondrio) nello storico Palazzo Quadrio, mentre la vicina Teglio ospita il Ristorante Fracia e, nel comune di Montagna in Valtellina, il Ristoro Castel Grumello dove si può gustare la vera cucina tipica valtellinese in abbinamento ai vini aziendali.

Radici nel passato, sguardo al futuro

Il segreto del successo di Nino Negri è la valorizzazione del territorio. Ogni vino nasce da una selezione di terrazze. La vinificazione separata di ogni partita di uva viene gestita in piccoli vinificatori ed affinata nelle cantine del 1400 nel Palazzo Quadrio. Le oltre 250 botti di piccole e medie dimensioni consentono di ottimizzare l’affinamento scegliendo per ogni vino il contenitore ideale, giocando sulla capacità più o meno riduttiva del legno. Solo al termine dell’affinamento si effettuano gli assemblaggi cercando sempre di esaltare l’armonia e la grande complessità del Nebbiolo delle Alpi.

Secondo il direttore di Nino Negri Danilo Drocco le catene montuose che circondano la valle offrono una protezione naturale dalle perturbazioni
atmosferiche originando un insospettabile microclima mediterraneo al centro delle Alpi

Il territorio

Il cuore dell’attività sono i vigneti terrazzati, con gli inconfondibili muretti a secco riconosciuti Patrimonio mondiale immateriale dell’Umanità Unesco. L’altitudine degli appezzamenti, tra i 250 e i 700 metri, e le forti pendenze rendono necessarie svolgere a mano tutte le operazioni tra i filari. Il clima è di tipo continentale con forti escursioni termiche giorno-notte, ma anche estate-inverno.
«Siamo al confine italo-svizzero; le catene montuose che circondano la valle offrono una protezione naturale dalle perturbazioni atmosferiche, salvaguardandoci dai venti freddi settentrionali e dagli umidi scirocchi meridionali», spiega Danilo Drocco. Lo sviluppo orizzontale della Valtellina da est a ovest permette un’esposizione solare perfetta dall’alba al tramonto, amplificata dalla forte inclinazione del versante vitato determina condizioni ideali per la maturazione del Nebbiolo.

Sul modello della Borgogna

I terreni sono di matrice sabbiosa e scistosa, con scarsa dotazione di sostanze organiche e poco profondi. Le radici insistono direttamente sulla roccia madre, conferendo al Nebbiolo di Valtellina una particolare sapidità.
«La Valtellina ha tutte le carte in regola per porsi come la Borgogna italiana», afferma il direttore Drocco, che negli ultimi anni ha potenziato le vinificazioni parcellari per produrre vini da single vineyard e valorizzare le peculiarità dei cru e delle sottozone. Così, accanto allo storico Valtellina Superiore Vigneto Fracia, entreranno 2 nuovi cru, delle sottozone Grumello e Inferno. Tra le grandi selezioni, spiccano anche il Mazer e Le Tense, quest’ultimo proveniente dai vigneti più vocati della sottozona Sassella.

Il mito del 5 Stelle Sfursat

La ricerca dell’impronta territoriale va di pari passo con quella di uno stile elegante ed armonico, in cui la finezza vince sulla potenza. Il tutto al servizio di una grande longevità. Questa filosofia produttiva si ritrova anche nella produzione dello Sforzato di Valtellina, che ha nel mitico 5 Stelle Sfursat e nello Sfursat Carlo Negri i suoi protagonisti assoluti. Il 5 Stelle Sfursat, in particolare, resta l’emblema della Valtellina nel mondo; edizione dopo edizione si conferma un fuoriclasse ai principali concorsi internazionali. Viene prodotto solo in annate dall’andamento climatico ottimale, con un appassimento naturale delle uve di circa 3 mesi in fruttaio prima della vinificazione. Nel calice questo vero e proprio vino da meditazione offre sentori di frutta rossa matura e spezie dolci. In bocca è aristocratico, concentrato, vigoroso, impeccabile nel suo equilibrio.

Foto di apertura: i vigneti terrazzati di Nino Negri, con gli inconfondibili muretti a secco, che sono stati riconosciuti Patrimonio mondiale immateriale dell’Umanità Unesco

NINO NEGRI
Via Ghibellini 3
Chiuro (SO)
0342.48.52.11

www.ninonegri.it
n.negri@giv.it  

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© Riproduzione riservata - 25/12/2021

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