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Rare 2013 + Rare Rosé 2014, gioielli della famiglia Descours

24 Ottobre 2023 Alessandro Torcoli
Rare 2013 + Rare Rosé 2014, gioielli della famiglia Descours

Presentati a Milano i due nuovi millesimi, ancora figli di Régis Camus, per 8 volte Sparkling Winemaker of the Year all’International Wine Challenge di Londra. Sorprendente il risultato nel calice di questa annata 2013, dall’andamento estremo ma con un raccolto tardivo come non si vedeva da 20 anni.

Numeri piccoli, anzi piccolissimi, ed è per questo che si chiama “Rare“, lo Champagne gioiello della Maison Piper-Heidsieck, proprietà Descours. Giampiero Bertolini, responsabile del gruppo in Italia, custode quindi anche dei prestigiosi marchi toscani Biondi-Santi e Isole e Olena, ha presentato il nuovo millesimo 2013 di Rare e Rare Rosé 2014 sui tetti di Milano, al Ceresio7, partendo dalla presentazione della sua squadra, che conta una nuova prestigiosa collaborazione, quella di Eleonora Guerini, in arrivo dai tenimenti Angelini (Bertani & Co.). Giancarlo Primavera, invece, è l'”uomo Champagne”, apprezzato professionista che in quattro anni ha sviluppato con successo il brand, ampliando il numero di clienti, enoteche e ristoranti.

È arrivato il momento di conoscerli

Tutto sommato, Rare è ancora una novità, se pensiamo che nel 2018 in Italia non esisteva. Oggi si parla di qualche migliaio di bottiglie, d’altronde è raro, appunto. È giunta l’ora di apprezzarlo, come già accaduto su altri mercati raffinati. Fino al 2018 era la cuvée prestige (come si definiscono le etichette di punta) di Piper-Heidsieck, ora Rare ha una vita (e gestione) a sé.
Ci ha guidato nell’assaggio, via video, lo chef de cave Émilien Boutillat, che nel 2023 ha meritato il titolo di Sparkling Winemaker of the year dall’International Wine Challenge di Londra, anche se questi vini sono ancora l’opera di Régis Camus, che il titolo l’ha vinto addirittura otto volte.

Rare 2013, l’ammaliante

Alla maniera di altri celebri vini e Champagne, anche Rare ama associare ai millesimi definizioni suggestive, emozionali, e per l’annata 2013 è stato scelto l’aggettivo “ammaliante”. Offre note esotiche e accesa mineralità, con profumo di meringa, miele d’acacia, kumquat (mandarino cinese), lime, fiori bianchi. Il gusto è ricco di aroma, che ricorda il naso, rotondo e sapido, con un finale leggermente affumicato.
L’annata, da alcuni considerata critica in Champagne, in realtà si sta rivelando eccellente (come abbiamo potuto giudicare anche da altri notevoli esempi). Il clima è stato estremo, con un inverno freddo, poi un susseguirsi di piogge violente, siccità, tempeste…  fino all’autunno fresco e ventoso. Chi ha atteso, vendemmiando a ottobre come non si faceva da 20 anni, ha raccolto frutti eccellenti, confermando un vecchio adagio della regione: vendemmia tardiva, annata straordinaria.
L’assemblaggio di Rare prevede 70% Chardonnay e 30% Pinot noir, provenienti da 11 Cru dei quali 7 Grand Cru e 3 Premier Cru. Lo Chardonnay proviene da Villers-Marmery, Vaudemanges, Verzy, Ambonnay, Avize, Chouilly, Oger, Montgueux; il Pinot Nero da Verzy, Verzenay, Ambonnay, Bouzy, Tauxières. La malolattica è svolta totalmente. Dopo 8 anni sui lieviti, un dosaggio zuccherino di 9 grammi per litro, e poi ancora in affinamento con tappo di sughero di un anno, sino alla sboccatura nel giugno 2022.

Rare Rosé 2014, lo stra-ordinario

Rare Rosé 2014 invece è stato battezzato “stra-ordinario“. Alla sua quarta uscita, è uno rosé eccentrico. Nel bicchiere sorprende il suo colore intenso, ramato. Notevole l’intensità aromatica di “punta”, poi cede il passo a delicate note di prugna, rabarbaro, fragoline. Potente anche l’ingresso al palato, poi vellutato, aromatico, floreale e speziata
Rare Rosé è composto per il 60% da Chardonnay e 40% Pinot noir, da 9 cru di cui 5 Grand Cru e 2 Premier Cru. Lo Chardonnay viene da Villers-Marmery, Vertus, Montgueux, Avize, Oger;
il Pinot noir da Ay, Ambonnay, Verzy. Il colore (e non solo) è conferito da Pinot noir di Les Riceys (18%). La fermentazione malolattica è completa. Il dosaggio di 9 g/l. Tempo di invecchiamento sui lieviti: almeno 8 anni, cui seguono 6 mesi con tappo di sughero.

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