Lo abbiamo chiesto a tre importatori-distributori (Stopper, Morino, Sorrentino) e altrettanti top manager di Cantine con importanti interessi commerciali nel mercato tedesco (Villa Sandi, Monte Zovo e Mack & Schühle Italia). Il bilancio della loro partecipazione, tra costi e benefici
Erase and rewind, cancella e riavvolgi. È questa l’impressione che hanno avuto molti dei professionisti giunti dal 15 al 17 marzo a Düsseldorf per la 30ª edizione di ProWein. La manifestazione tedesca, fino a pochi anni fa acclamata come la più importante fiera enologica internazionale su scala europea, fa i conti con il calo di immagine e prova a ripartire ridimensionando i numeri per non doverlo fare con il suo business. Il confronto è significativo: nel 2025 gli espositori erano 4.100, nel 2026 sono scesi a 3.400, da 63 Paesi. In diminuzione anche i visitatori (solo addetti ai lavori), in tutto 31 mila, da 105 nazioni, contro i 45 mila dell’anno scorso. Una trasformazione programmata, a cominciare dalla scelta di ricompattare gli spazi espositivi nei padiglioni da 1 a 7, che secondo gli organizzatori ha portato alla riduzione di circa il 30% delle distanze di percorrenza tra gli stand.
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