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Prova superata. Il 2013 del Gruppo Masi

26 Marzo 2014 Civiltà del bere
Ricavo consolidato: 69 milioni di euro (-1%). «Per Masi il 2013 è stato un anno impegnativo» ha commentato il presidente del Gruppo, Sandro Boscaini, in merito alla lieve flessione registrata. «Alla situazione di crisi del mercato interno e di altri Paesi, infatti, si è aggiunta una pesante turbativa nei cambi, con l’euro troppo forte sul dollaro Usa e canadese, sulla corona norvegese e svedese, sullo yen, il rublo e il real brasiliano, mercati da cui deriva una fetta consistente del fatturato di Masi (il 92% del fatturato complessivo deriva dall'export)». E anche la natura ha fatto la sua parte: due vendemmie scarse (2011 e 2012) hanno comportato una quotazione più elevata dei vini di riferimento (vini Veronesi, Pinot grigio e rossi e bianchi Delle Venezie), influendo sulla redditività. BENE IN ITALIA - Gli sforzi commerciali in Italia hanno portato risultati soddisfacenti. «Nonostante le difficoltà del settore Horeca il fatturato è stato mantenuto e il mix addirittura migliorato, grazie al successo del nuovo Rosa dei Masi, alla conferma del Trentodoc millesimato Conte Federico e al crescente apprezzamento dei nostri Amaroni di alta gamma» prosegue Boscaini. SGUARDO AL FUTURO - Resta molto attivo il fronte investimenti, con l'acquisto della tenuta Cà Nova, nell'area del Bardolino Classico, il rinnovo delle attrezzature in cantina e l'ampliamento di Masi Tupungato, la tenuta argentina del Gruppo, che ha internalizzato il ciclo completo (fino all'imbottigliamento) di tutta la capacità produttiva.

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