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Porto Cervo Wine & Food Festival il successo della 12ª edizione

Porto Cervo Wine & Food Festival il successo della 12ª   edizione

Porto Cervo Wine & Food Festival, organizzato dall’Area Costa Smeralda, torna dopo tre anni di stop pandemico. 60 Cantine e 20 produttori di specialità gastronomiche. Un palinsesto di alto profilo, tra walk-around tasting, appuntamenti glamour e talk show di attualità.

Dici Porto Cervo e pensi subito al mare cristallino della Costa Smeralda e a uno stile di vacanza raffinato ed esclusivo. Il merito del Porto Cervo Wine & Food Festival, nel 2023 alla 12ª edizione, è stato quello di aver acceso i riflettori anche sul settore dell’enogastronomia, trasformando la blasonata località turistica gallurese in un punto di riferimento importante per i professionisti italiani e internazionali del comparto cibo-vino.
Dopo tre anni di stop imposto dalla pandemia, dall’11 al 14 maggio, l’evento organizzato dall’Area Costa Smeralda gestita da Marriott International per conto di Smeralda Holding – che annovera oltre 20 ristoranti e bar, quattro hotel di lusso (Hotel Cala di Volpe, Romazzino, Pitrizza e Cervo), un centro congressi e un golf club, di proprietà di Qatar Investment Authority – ha finalmente riaperto i battenti.

80 espositori di altissimo livello

Il pubblico di appassionati e gli operatori di settore (inclusi molti buyer stranieri) hanno apprezzato l’alta qualità del programma e l’eccellenza delle aziende wine & food selezionate. Le degustazioni si sono tenute all’interno del Conference center, dov’erano riuniti i “magnifici 80”; 60 stand di aziende vinicole (di cui circa la metà sarde) e 20 postazioni dedicate ai produttori di specialità gastronomiche.
Madrina della manifestazione, la giovane influencer Elisa Maino, che venerdì 12 maggio ha affiancato Franco Carraro, presidente di Smeralda Holding, Franco Mulas, area manager Costa Smeralda e Roberto Ragnedda, sindaco di Arzachena, nella cerimonia del taglio del nastro. Sabato 13 maggio, invece, è stata la volta dell’esclusiva cena di gala all’Hotel Cala di Volpe. Nel corso della serata gli ospiti hanno partecipato alla premiazione dei vincitori del Porto Cervo Wine & Food Festival Award, allietati dall’esibizione live di due performer italiani del calibro di Simona Molinari e Nesli.

Sul palco del talk show sui cambiamenti climatici il prof. Luca Mercenaro dell’Università di Sassari; l’enologo Andrea Pala; Alessandro Torcoli di Civiltà del bere; Davide Sordi di Vivai Cooperativi Rauscedo; Fabio Piccoli e Lavinia Furlani
di Wine Meridian

Il talk show dedicato al climate change

Accanto ai walk-around tasting e agli appuntamenti glamour, c’è stato spazio anche per gli approfondimenti tematici, la cui direzione è stata affidata al direttore di Civiltà del bere Alessandro Torcoli, in veste di moderatore e coordinatore scientifico del festival.
Il convegno “Cambiamenti climatici: evoluzione enogastronomica – il vino e il cibo del futuro” ha affrontato la questione a partire dei mutamenti agronomici. Il professor Luca Mercenaro, docente di Viticoltura dell’Università di Sassari, ha ricordato come «la sfida oggi è riuscire a capire quali siano le tecniche più utili nell’immediato, con i vigneti che abbiamo impiantato tra i 5 e i 50 anni fa. Domani, invece, dovremo attrezzarci per permettere alle piante di affrontare al meglio i nuovi scenari climatici attraverso nuove selezioni clonali e massali».

Il ruolo dei portinnesti e della tecnologia

Davide Sordi, area manager nordovest Italia e Sardegna dei Vivai Cooperativi Rauscedo, si è concentrato sul ruolo del portainnesto; uno strumento fondamentale ma ancora poco indagato se si pensa che solo cinque tipologie coprono l’80% di tutto vigneto italiano.
«La variabile più importante da studiare è quella legata alla siccità, specie nelle zone dove non è consentita l’irrigazione di soccorso, con il rischio di perdere la pianta e non solo la produzione annuale».
E in vigna? «Il progressivo aumento delle temperature si traduce in gradazioni alcoliche mediamente più alte, che contrastano con i gusti del consumatore contemporaneo», ha spiegato Andrea Pala, eletto miglior giovane enologo 2021 da Vinoway. «In questo contesto la tecnologia diventa fondamentale, a patto che se ne faccia un uso moderato e rispettoso».

Bisogna investire nell’enoturismo

Con il loro intervento Lavinia Furlani e Fabio Piccoli, rispettivamente presidente e direttore del progetto editoriale Wine Meridian, hanno fatto da “ponte” al secondo convegno, dal titolo “E-commerce: nuove tecnologie a sostegno della vendita”. I due esperti di comunicazione hanno ricordato come l’enoturismo sia la cartina al tornasole dei forti cambiamenti sociali e culturali in corso. In passato l’enoturismo non è mai stato considerato un asset strategico dalle Cantine; ora è arrivato il momento di passare da un approccio dilettantistico a uno professionale, investendo tempo, risorse umane e capitali nel suo sviluppo. Ne varrà la pena.

E-commerce e racconto del vino

Galliano Cocco e Maurizio Mattucci, rispettivamente docente e assistente alla cattedra di Strategia della comunicazione aziendale dell’Università “G. d’Annunzio”, Chieti-Pescara, hanno ricordato come oggi il settore enologico sia al centro di una vera e propria rivoluzione tecnologica, basti pensare che l’e-commerce in Italia vale 48 miliardi di euro. «È questo l’ambito in cui si muovono le Cantine, che guardano con sempre maggiore interesse alla generazione Z, abituata ad una comunicazione omni channel e a fare acquisti indifferentemente sui diversi canali. Il futuro è fatto di esperienzialità nei mondi virtuali con cui tutti dobbiamo iniziare a familiarizzare».
Da ricordare anche gli interventi di due professionisti che operano nelle vendite online. In particolare Antonio Prati, senior buyer di Tannico, ha descritto gli strumenti offerti da una delle più importanti piattaforme europee di e-commerce; mentre Francesco Magro, fondatore di Winelivery, ha affrontato il tema della combinazione tra comunicazione digitale, esigenze del consumatore e logistica.
A chiudere i lavori ci ha pensato Alessandro Regoli, direttore del sito web WineNews, che ha ricordato la centralità del fattore umano. «Per quanto la tecnologia ci offra sempre nuovi strumenti, e con essi nuove possibilità, la narrazione del vino non può che riconnettersi al cuore delle persone. Qualcosa che nessuna intelligenza artificiale potrà mai essere in grado di fare».

Foto di apertura: uno scorcio del locale Quattro Passi al Pescatore di Porto Cervo, dove sono stati organizzati due degli eventi “fuori fiera”. Foto del servizio © White Box Studio

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© Riproduzione riservata - 30/05/2023

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