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Poggio Doria Tenute Nardi, il Brunello “del tramonto”

15 Maggio 2013 Elena Erlicher
Ci sono voluti sette anni perché il Brunello Poggio Doria di Tenute Silvio Nardi di Montalcino (Siena) raggiungesse un'espressione qualitativa di livello superiore che gli permettesse di fare il suo ingresso sul mercato. Oggi, finalmente, il cru che nasce dai vigneti esposti a nord-ovest della tenuta Casale del Bosco esce con l'annata 2006 prodotto solo in 3.500 bottiglie. UNO STUDIO DI OLTRE 20 ANNI - «Il vino è il risultato di un progetto di studio iniziato nel 1990», dice Emilia Nardi, proprietaria della Cantina ilcinese. «Da una selezione di 120 piante, dopo 20 anni di attente sperimentazioni, sono stati individuati 5 cloni particolarmente adatti ai suoli dei vigneti esposti a nord-ovest». Poggio Doria va ad affiancare l'altro cru aziendale, il Manachiara, che nasce nei vigneti esposti a est, in commercio con l'annata 2007. «Ora abbiamo un vino dell'alba, il Manachiara, e uno del tramonto, il Poggio Doria», conclude Emilia Nardi. LUNGO AFFINAMENTO E COMPLESSITÀ ORGANOLETTICA - Dopo la fermentazione e la macerazione di 26 giorni, il vino affina per 18 mesi in barrique di Allier di primo e secondo passaggio, riposa poi per 12 mesi in botti grandi di rovere di Slavonia; infine sosta in bottiglia per almeno 36 mesi. Di colore rosso rubino con riflessi granati, al naso si apre ampio. La notevole complessità olfattiva si sviluppa su note minerali di grafite, fruttate di frutti rossi e speziate con chiodo di garofano e vaniglia predominanti. Le componenti gustative si esaltano sulla lunghezza e sull'equilibrio, con note morbide e persistenti fino ad arrivare al raffinato finale caratterizzato da tannini fitti e vellutati. Prezzo medio in enoteca: 90 euro.
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