Uno dei vini simbolo della Cantina siciliana si presenta per l’anniversario con una limited edition dell’annata 2024 creata dall’artista Claire Fontaine. La sua evoluzione nel tempo, in vigna e in cantina. Il ricavato delle vendite darà vita al progetto di paesaggio rurale nel Parco archeologico di Selinunte
Con la sua storia agricola lunga 17 generazioni, la famiglia Planeta è impegnata nella valorizzazione delle eccellenze vinicole siciliane. La moderna realtà produttiva, nata negli anni ’90, abbraccia oggi sette Cantine: gli oltre 370 ettari di vigneto si trovano in cinque territori (Menfi, Vittoria, Noto, Etna e Capo Milazzo) molto distanti dal punto di vista storico e pedoclimatico, ma accomunati dalla capacità di dar vita a espressioni iconiche.
Come è cambiato dagli anni ’80
Tra queste c’è lo Chardonnay Menfi Doc: concepito a metà anni ’80 e vendemmiato per la prima volta nel 1995, è diventato una delle immagini del cambiamento della Sicilia del vino. «L’idea dietro la sua realizzazione non è mai mutata», spiega Alessio Planeta, oggi alla guida dell’azienda insieme con la cugina Francesca e il fratello Santi, «è cambiato invece il nostro modo di fare vino e agricoltura, verso una maggiore ricerca di equilibrio e armonia. All’inizio lo Chardonnay proveniva da tre vigne; oggi ne è rimasta intatta soltanto una, sopra la nostra tenuta Ulmo a Sambuca di Sicilia, che rappresenta il cuore del progetto. Negli anni ci siamo spostati verso altri due siti, Maroccoli e Monte Cirami, entrambi sopra Ulmo. Qui le vigne si trovano tra i 250 e i 450 metri di altitudine, circondate da boschi e laghi, in un contesto naturale molto più ricco e complesso».
L’edizione speciale vestita da Claire Fontaine
Diverso è anche l’approccio alla vendemmia: «Oggi anticipiamo le raccolte e non inseguiamo più lo stile muscolare tipico degli anni ’90. La fermentazione in legno resta una scelta identitaria, ma negli anni abbiamo lavorato sempre di più sul dettaglio e sulla precisione, in vigna e in cantina, per interpretare al meglio ogni vendemmia».
Per ricordare i 30 anni dalla prima vendemmia l’azienda ha deciso di produrre un’edizione speciale del vino. L’etichetta è stata creata in collaborazione con l’artista Claire Fontaine ed è ispirata alla sua opera “On Fire” (2023) in cui l’emoji della fiamma ha molteplici riferimenti semantici: da icona usata nelle quotidiane comunicazioni digitali per esprimere entusiasmo o attrazione, a simbolo che evoca la realtà drammatica degli incendi e del riscaldamento globale.
Il progetto a Selinunte
La celebrazione comprende la realizzazione di un itinerario nel Parco archeologico di Selinunte, con un progetto di riqualificazione finanziato col ricavato della vendita dell’edizione limitata di Jeroboam di Chardonnay 2024. «Con questa iniziativa vorremmo anche sottolineare il nostro modo personale di fare il mestiere dell’agricoltore con un’attenzione al “contemporaneo” nel senso più ampio del termine, e cioè al paesaggio rurale del Parco di Selinunte».