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Il Pinot nero dalla terra di Heidi

31 Gennaio 2020 Emanuele Pellucci
Il Pinot nero dalla terra di Heidi

La piccola produzione (420 ettari per 2 milioni di bottiglie) di Heidiland è nella zona orientale della Confederazione. Bündner Herrschaft è l’area più vocata, dove i viticoltori si associano e investono in qualità.

Tra le regioni vinicole della Svizzera quella di Heidiland, nella parte orientale della Confederazione, è probabilmente meno conosciuta rispetto alle altre, a cominciare dal Vallese e dal Vaud. Eppure è proprio qui, in un ristretto territorio per gran parte situato nel cantone dei Grigioni, che si producono alcuni tra i migliori Pinot nero svizzeri. Vini che rappresentano non solo la tradizione ma anche la modernità di questa piccola regione che conta poco più di 400 ettari vitati.

La storia di Heidi

Per chi conserva ancora reminiscenze di letteratura per l’infanzia, il nome di Heidi riporta alla pastorella orfana amorevolmente cresciuta dal nonno su queste montagne; una storia molto ben descritta da Johanna Spyri nel suo celebre romanzo pubblicato nel 1879. L’opera, tradotta in circa 50 lingue e trasposta anche al cinema e nei cartoni animati, è stata scritta dall’autrice dopo aver trascorso gran parte della sua infanzia nella zona di Maienfeld. Oggi, aldilà dall’essere una delle aree viticole più vocate della Svizzera, grazie al richiamo della storia di Heidi questa regione è divenuta un’importante meta turistica.

Statua dedicata ad Heidi, la pastorella orfana allevata dal nonno tra i monti, che ha dato nome alla regione

Morfologia e clima

Heidiland si trova a cavallo tra i cantoni di San Gallo (solo in parte) e dei Grigioni, che ha nella cosiddetta Bündner Herrschaft (Signoria Grigionese) la zona più pregiata. Situata a nord di Coira, capoluogo del cantone dei Grigioni, questa comprende i comuni di Fläsch, Maienfeld, Jenins e Malans, per una superficie vitata complessiva di circa 390 ettari. Un’altra trentina di ettari si trova a sud del capoluogo (Churer Rheintal) nei comuni di Igis, Zizers, Trimmis e della stessa Coira. Qui i vigneti sono prevalentemente nella valle del Reno, con terreni calcareo-scistosi e con presenza anche di argilla e sabbia.
L’altitudine dei vigneti varia tra i 500 e i 620 metri (Coira è a 593 m), con esposizione sud, sud-ovest; questo consente la perfetta maturazione delle uve grazie anche al clima temperato per la presenza in autunno del föhn (favonio). Inoltre, i notevoli sbalzi termici tra giorno e notte favoriscono anche una marcata espressione aromatica.

I vigneti sono allevati a Guyot semplice, tra i 500 e i 620 metri d’altezza

Diffusione e cloni

E il Pinot nero, o Blauburgunder com’è qui chiamato, quando è arrivato in questa regione già nota nell’antichità per le uve bianche piantate dai Romani (da Maienfeld passava infatti la Via Spluga, strada romana che metteva in comunicazione Milano con Lindau passando dal passo dello Spluga)? L’origine non è certa, ma la versione più accreditata vuole che intorno al 1630 il vitigno sia stato qui introdotto dai figli di contadini andati a combattere come mercenari in Borgogna.

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