L’antico filosofo cinese suggeriva di affettare in maniera sottile i cibi, che così necessitavano solo di una rapida cottura. Si tratta della pratica dello Szu, utile sia per chi si occupa di ristorazione sia per chi cucina a casa. Una guida dalla teoria alla pratica
Una delle cose che mi piace fare in cucina è cercare ingredienti, idee e spunti nelle tradizioni altrui. Nella realtà questo avviene prevalentemente in Asia Orientale, ma per un solo motivo: lì hanno incominciato a “pensare” alla cucina, e a scriverne, ben prima degli altri. E poi nella tradizione “araba dei califfi”, che non fu degli “arabi dell’Arabia” ma la sintesi di quella delle terre da loro conquistate e unificate: la Mezzaluna fertile, parte dell’Iran, l’Egitto e il Nord Africa. Ricchissima, da poco è stata riscoperta, ma onestamente pesa meno di quella dell’Asia Orientale: Cina, Corea, Giappone e Stati limitrofi.
Il precetto di Confucio
Puntualizzato questo, tanti anni fa trovai in un libro, non ricordo proprio quale, una citazione attribuita a Confucio che diceva: “che il riso sia bianco e la carne tagliata sottile”. Tempo dopo, sinologi amici mi dissero che la citazione era dubbia, ma pazienza, sono le cose della vita. La menzionai per la prima volta in un mio libro nel 2003, Le ricette degli altri (Feltrinelli). Mi colpì soprattutto il fatto che uno dei massimi filosofi di tutti i tempi si fosse occupato di queste cose “minori”, da scrivere fra virgolette sia chiaro, che anche oggi sono considerate cose minori da troppi, per fortuna sempre di meno.
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