Pellegrini, tre new entry in catalogo

Pellegrini, tre new entry in catalogo

La società di distribuzione di Cisano Bergamasco ha chiuso il 2019 con un aumento di fatturato del +15% e 1.362.000 bottiglie vendute. Il presidente Pietro Pellegrini racconta l’ingresso in portfolio di tre nuove Cantine: Castello di Perno, Tenuta Sette Cieli e Giuseppe Gorelli.

Tra i più importanti marchi di distribuzione di vini e distillati di qualità italiani ed esteri, Pellegrini negli ultimi cinque anni ha raddoppiato il suo giro d’affari. Nel 2019 il fatturato dell’azienda di Cisano Bergamasco è cresciuto del +15% sul 2018, pari a 15,5 milioni di euro. Le vendite, con un organico di oltre 100 agenti, sono passate da 1.250.000 bottiglie a 1.362.000.

Il ruolo del distributore nel settore


«Il 2020 è cominciato in maniera positiva e siamo fiduciosi che, dopo il brusco arresto dovuto al Coronavirus, torneremo a correre veloci», spiega il presidente Pietro Pellegrini. «Negli ultimi anni il ruolo dei distributori è stato finalmente compreso da molti produttori vinicoli e operatori Horeca. Oggi non veniamo più visti come clienti dai produttori, ma considerati veri e propri partner commerciali in grado di offrire un servizio puntuale e prezioso».

Le novità a catalogo

Il crescente successo di Pellegrini è il risultato di investimenti e di un’attenzione costante alla selezione delle cantine del catalogo, sempre ricco di aggiornamenti e novità. In particolare il 2020 ha visto l’ingresso di tre aziende da altrettante aree storicamente vocate: Castello di Perno vicino a Barolo, Tenuta Sette Cieli nel Bolgherese e Giuseppe Gorelli a Montalcino. «Si tratta di zone già storicamente “coperte”, ma per la prima volta abbiamo voluto prevedere delle “sovrapposizioni”, giocando d’incastro per permettere a tutte le nostre referenze di mostrare i propri punti di forza e le differenti peculiarità».

Il neoclassico Castello di Perno

In particolare il Castello di Perno prende nome da un antico borgo tra Monforte e Serralunga, nel cuore delle Langhe. La produzione può essere definita “neoclassica”: pur rispettando la tradizione, la reinterpreta attraverso una sensibilità al passo con i tempi. «Non è solo un’azienda che produce vini d’eccellenza, ma un pezzo di storia della cultura italiana. Il Castello è stato, infatti, sede della casa editrice Giulio Einaudi».

I rossi biologici di Tenuta Sette Cieli

Tenuta Sette Cieli è nata verso la fine degli anni Novanta vicino a Bolgheri. «La viticoltura è sostenibile e certificata bio. La proprietà ha scelto di produrre solo rossi che, grazie anche alle escursioni termiche, risultano molto freschi e longevi».

Il Sangiovese di Giuseppe Gorelli

Da ricordare, infine, la Cantina Giuseppe Gorelli fondata nel 2017 a Montalcino dall’enologo, già winemaker a Le Potazzine. «Nella terra dove il Sangiovese esprime le sue doti migliori, Gorelli coltiva esclusivamente questa varietà sul versante nord-ovest della collina per produrre un Rosso di Montalcino caratterizzato da profumi di bacche mature con lievi sfumature balsamiche».

Realizzato in collaborazione con Pellegrini.

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© Riproduzione riservata - 13/07/2020

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