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Parosé 2014 di Mosnel, da bere oggi, domani e dopodomani

16 Novembre 2019 Alessandro Torcoli
Parosé 2014 di Mosnel, da bere oggi, domani e dopodomani

Il Mosnel, una delle stelle di Franciacorta, deve il suo nome alla pietra (il toponimo dialettale di origine celtica significa pietraia, cumulo di sassi). Per una curiosa coincidenza, i vini della famiglia Barzanò hanno un filo conduttore in una mineralità non comune per la zona.

Al N’Ombra de Vin, storica enoteca milanese, abbiamo assaggiato il fiore all’occhiello della Cantina: Parosé, nella sua versione 2014. Cominciamo col dire che di rosa, il vino, ha ben poco ed è apprezzabile, perché prende quelle delicate sfumature che lasciano intuire il contatto con bucce scure, ma non ne mina sin dallo sguardo l’aspettativa di eleganza e delicatezza che, purtroppo, alcuni rosé veramente rosa, perdono.

Un’annata difficile magistralmente interpretata

L’annata difficile, si sa, è quella che inorgoglisce i vignaioli perché ne mette alla prova l’abilità. Così possiamo dire di questo Franciacorta da bere e conservare, se ci riuscite: il delicato aroma di erba e fiore di pesca, cui segue un frutto più maturo di pera e mela, e un tocco speziato, un ricordo vago di cannella che ci porta nella fiaba. La sua grandezza si mostra al palato, di gran corpo, possente eppure con quel nerbo e un retrogusto agrumato che tiene alto il piacere. Sì, forse è un po’ giovane, prenderà profumi ancor più complessi e soprattuto in bocca l’acidità si integrerà nel tessuto fitto ancora un po’ teso. Consigliamo quindi di acquistarne almeno tre bottiglie: per oggi, domani e per dopodomani.

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