Dal mondo Dal mondo Anita Franzon

Ondate di caldo record e vini più alcolici: ecco cosa sta succedendo nel mondo

Ondate di caldo record e vini più alcolici: ecco cosa sta succedendo nel mondo

La costa ovest di Stati Uniti e del Canada è stata colpita a fine giugno da un’ondata di caldo anomalo, con temperature record per l’area e picchi di quasi 50°C. Calore e siccità non sono condizioni a cui gli abitanti di queste zone sono abituati; si sono trovati impreparati e costretti a chiudere temporaneamente molte attività. Intanto, la comunità scientifica avverte che ci saranno sempre più episodi estremi come quello appena registrato. In ambito enologico i livelli di alcol nei vini continuano ad aumentare, ma ciò non accade in tutte le regioni vinicole.

Per approfondimenti: Radio-Canada, Food&Wine, The New York Times, The New York Times, Decanter e Meininger’s Wine Business International


Dal nord della California al Canada, passando per l’Oregon e lo Stato di Washington: un’intensa ondata di caldo torrido ha colpito la costa occidentale nordamericana, dove le temperature hanno superato i 40 °C, con picchi fino a 50 °C.

Ondata di caldo nel Pacific North West

I produttori di vino di queste aree sono abituati a un clima estivo piuttosto mite, ma ora sono consapevoli che il riscaldamento globale li porterà a dover affrontare il caldo e la siccità modificando l’approccio alla viticoltura (Radio-Canada). Inoltre, le attività, su tutte quelle di ristorazione, hanno dovuto chiudere temporaneamente, perché in molti casi non disponevano di impianti di aria condizionata (Food&Wine).

Temperature mai registrate prima

Il caldo nell’area del Pacific North West non è stato solo diffuso, ma soprattutto intenso. A Portland e Seattle, rispettivamente in Oregon e nello Stato di Washington, il National Weather Service (servizio meteorologico nazionale) ha segnato le temperature più alte da quando è iniziata la registrazione dei dati nel 1940; si va dai 42 °C di Seattle ai 46 °C di Portland (The New York Times). Anche a Vancouver, in British Columbia, le temperature di fine giugno hanno toccato picchi molto al di sopra della media stagionale, mentre nel piccolo comune di Lytton si è arrivati a 118° Fahrenheit (47,7 °C): la temperatura più alta mai registrata in Canada.

L’ennesima prova del cambiamento climatico

Gli scienziati non hanno più dubbi e anche in questo episodio estremo riscontrano le prove inequivocabili del cambiamento climatico. «Ondate di calore come quella appena registrata si verificheranno con sempre maggiore frequenza, durata e intensità», ha affermato Erica Fleishman, direttrice dell’Oregon Climate Change Research Institute dell’Oregon State University, intervistata da The New York Times.

Continuano a crescere i livelli d’alcol nel vino

I climatologi sanno ormai da tempo che la temperatura media sulla Terra è cresciuta di oltre 1°C dal 1900; a preoccuparli è ora il ritmo sempre più accelerato del riscaldamento. Non solo gli eventi atmosferici anomali si stanno intensificando, ma le conseguenze di tali episodi sono ormai tangibili. Liv-ex, per esempio, ha appena pubblicato uno studio in cui dimostra come i livelli medi di alcol nei vini rossi pregiati, in particolare nelle aree vitivinicole di Bordeaux, Toscana, Piemonte e California, siano aumentati sensibilmente dagli anni ’90 a oggi: riportano i dati le riviste Decanter e Meininger’s Wine Business International. «Questa è un’istantanea straordinaria dei cambiamenti climatici significativi che stanno avvenendo in alcune delle più importanti regioni vinicole del mondo», ha affermato Justin Gibbs, cofondatore e direttore di Liv-ex.

Ma non in tutte le regioni vinicole

Tuttavia, non tutte le regioni del vino hanno visto l’alcol crescere costantemente dal 1990; in Borgogna, per esempio, l’aumento è stato quasi impercettibile, mentre la California ha mostrato un forte picco tra il 2000 e il 2009 seguito, negli ultimi anni, da un leggero calo. Gli studi relativi all’aumento di alcolicità nei vini sono ancora in corso. Liv-ex però avverte quanto sia difficile generalizzare, perché le condizioni meteorologiche influiscono solo in parte sul grado alcolico, che è anche condizionato dalle decisioni stilistiche prese dai singoli viticoltori in vigna e in cantina.

Foto di apertura: © Pixabay – Pexels

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© Riproduzione riservata - 08/07/2021

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