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Oligopolio del vino in Usa: in 3 gestiscono il 50% del mercato

29 Gennaio 2013 Anna Rainoldi
E. & J. Gallo, Wine Group, Constellation Brands, Tresury Wine Estates e Trinchero Family Estates: a questo breve elenco, che identifica i primi cinque big del vino in Usa, corrispondono più di 200 marchi diversi sugli scaffali americani. C’è di più: oltre il 50 per cento del vino venduto negli Stati Uniti è prodotto, distribuito o esclusivamente importato dal “podio” di questa top five (E. & J. Gallo, Wine Group e Constellation Brands). Questi i dati messi in luce da una recente ricerca dell’Università del Michigan, riportati dal Washington Post. MEGLIO POCHI MA CHEAP? - Analizziamo più da vicino gli effetti sul consumatore. Per la maggior parte, questo oligopolio si traduce in referenze a buon prezzo, dai nomi accattivanti. Ma oggi interessa davvero che il mercato sia reale, competitivo e diversificato, o basta poter comprare vino di media qualità a un costo contenuto? Comunque la pensi il bevitore medio, l’alternativa esiste. L’OLIGOPOLIO E GLI ALTRI - Dalla fine degli anni Novanta a oggi, il numero di Cantine in Usa è quadruplicato (da 2 a 8 mila): per la maggior parte, si tratta di piccole aziende a conduzione familiare, dove la qualità è conditio sine qua non per il successo di vendita. Il problema sorge quando si parla di distribuzione: è difficile trovare queste etichette “artigianali”, frutto di produzioni non massificate, nelle grandi catene di supermarket e alimentari. Per il consumo critico di vino, meglio fare un salto in enoteca.

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