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Nuove linee da scoprire, dall’Alto Adige alla Puglia

4 Settembre 2021 Jessica Bordoni

Non solo nuovi vini, ma anche collezioni che debuttano per la prima volta sul mercato o vengono ampliate con il lancio di referenze inedite. Dalle Comete di Alois Lageder alla coppia Basic di Erste+Neue, passando per il terzetto firmato Invernaia di Casali Viticultori. E, ancora, le novità T.E.R.S. Ancestrale e Spergola di Venturini Baldini e la linea Fili d’Erba di Torrevento.

Nelle scorse settimane vi abbiamo presentato molte novità di gamma, spaziando dai vini bianchi ai rossi, dagli spumanti ai frizzanti, senza dimenticare i rosati. Oggi chiudiamo il nostro viaggio alla scoperta delle new entry aziendali proponendovi una selezione di nuove linee. In alcuni casi si tratta di collezioni del tutto inedite; in altri del lancio di uno o più referenze che ampliano linee già esistenti e affermate.

Alois Lageder – Le Comete

Le Comete è la linea più innovativa e sperimentale della tenuta altoatesina Alois Lageder. Ogni referenza è unica e irripetibile, una specie di impronta digitale. Gli ultimi risultati di questo costante lavoro di ricerca hanno portato alla nascita di sette nuove referenze tra cui Mus XX, un pet nat (petillant naturel) composto per 2/3 da Moscato giallo e il resto da Müller-Thurgau, parzialmente vinificato sul grappolo intero. Gli studi sullo Chenin blanc, impiantato nella Bassa Atesina negli anni Novanta, hanno condotto alla creazione di Che XVIII, mentre Sil XX è un’interpretazione del Silvaner da un vigneto di 60 anni in Valle Isarco. Sul fronte dei bianchi vanno ricordati anche Asa XVI, che approfondisce il lavoro sul Gewürztraminer 2016 (già proposto in passato con la cometa Am Sand) con una maturazione di oltre 2 anni in botte di acacia; e Soa XX dedicato a un vitigno autoctono quasi dimenticato. La Sai XX, invece, esplora le potenzialità del Lagrein vinificandolo secondo il metodo saignée. Infine Natsch4 è un omaggio alla Schiava e al suo potenziale di invecchiamento. Nasce dall’unione di quattro annate: 2016, 17, 18 e 19. Le uve provengono dalla più vecchia parcella del vigneto Römigberg, posto su uno spettacolare e ripido pendio del Lago di Caldaro.

Erste+Neue – Basic

Basic, la nuova linea della storica Cantina Erste+Neue, tematizza il legame con le montagne altoatesine. Le due etichette che la compongono, Cuvée White Peak e Rosé White Peak, vogliono essere un omaggio a due vette molto amate della zona, il Corno Bianco e il Corno Nero. In particolare Cuvée White Peak è un blend di Pinot bianco, Chardonnay e Sauvignon da vigneti a 450-600 metri con terreni calcareo-argillosi e ghiaiosi. Dopo la fermentazione in acciaio, il vino sosta 4 mesi sulle fecce fini. Il risultato è un bianco fruttato e aromatico, di grande freschezza e mineralità. Rosé White Peak è un rosato montagna, con malolattica parzialmente svolta e lungo affinamento sui lieviti. Bouquet di frutta a bacca rossa ed erbe alpine, sorso equilibrato e accattivante, di bella acidità e profondità aromatica.

Linee novità

Casali Viticultori – Invernaia

Casali Viticultori è una storica realtà del comprensorio reggiano di Scandiano. Fondata nel lontano 1900, nel 2014 è entrata a far parte del Gruppo Emilia Wine. La nuova collezione si intitola Invernaia, nome che fa riferimento alla necessità di lasciar maturare il vino in cantina durante l’inverno, per conferire maggiore spessore e profondità. Le tre etichette, a marchio Emilia Igt, sono prodotte in 6 mila bottiglie e celebrano la tradizione e la vocazione delle colline reggiane. Contrariamente a quel che ci si aspetterebbe, però, si tratta di tre vini fermi, prodotti con uve autoctone e internazionali storicamente coltivate in zona. In particolare l’Invernaia Bianco unisce la Spergola, vitigno simbolo aziendale, e il Sauvignon blanc. L’Invernaia Rosso è un taglio bordolese di Merlot e Cabernet Sauvignon; mentre l’Invernaia Rosato nasce dall’unione di Cabernet Sauvignon, Marzemino e Lambrusco di Sorbara. Il tratto comune è rappresentato dalla freschezza e dalla mineralità, che rende il sorso piacevole ed equilibrato.

Venturini Baldini – T.E.R.S.

Rimaniamo in provincia di Reggio Emilia per parlare di T.E.R.S., la linea che la Cantina Venturini Baldini di Quattro Castella, nel cuore delle Terre Matildiche, ha dedicato ai vitigni storici. Al T.E.R.S. Malbo Gentile, ora si aggiungono il T.E.R.S. Ancestrale e il T.E.R.S. Spergola, entrambi Colli di Scandiano e di Canossa Doc. Il primo è ottenuto da uve Lambrusco Montericco, un’antica varietà di collina. Viene lasciato 4-5 giorni sulle bucce e imbottigliato con il mosto dell’uva stessa. La rifermentazione in bottiglia sulle fecce fini prosegue per altri 18 mesi, con successiva sboccatura come da Metodo Classico. Ne nasce un vino secco, fresco, con note di ciliegia e cassis, rabarbaro e un accenno di spezie. Il T.E.R.S. Spergola è proposto in un’originale versione ferma,vinificato in tini troncoconici di rovere francese, con un anno di macerazione e altri 12 mesi sulle fecce fini. Il risultato è un bianco di affascinante aromaticità, con note fruttate di pera williams, albicocca e frutta candita, poi ricordi di tostatura, sandalo e miele. Il sorso è rotondo, ricco, sapido, piacevolmente persistente.

Torrevento – Fili d’Erba

Portabandiera dell’enologia pugliese, Torrevento lancia la nuova linea bio Fili d’Erba. È il punto di arrivo di un approccio ecologico e sostenibile che l’azienda sta portando avanti in alcuni vigneti di proprietà gestiti in regime di agricoltura biologica. Il nome fa riferimento ai fiori e alle erbe selvatiche che crescono spontaneamente tra i filari. In tutto quattro referenze, tutte Puglia Igt: il Fiano, il Nero di Troia, il Primitivo e Appassimento, un blend di uve Primitivo e Nero di Troia che vengono lasciate surmaturare in pianta rispettivamente fino alla fine di settembre e di ottobre. Tutti i vini sono vinificati in acciaio e/o cemento, senza alcun passaggio in legno. Anche il packaging è green: il vetro delle bottiglie ha un peso contenuto, mentre le etichette e i cartoni sono stati realizzati con carta riciclata. Stesso discorso per il tappo, ricavato da biopolimeri rinnovabili a base vegetale estratti dalla canna da zucchero.

Foto di apertura: R. Riviere – Unsplash

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