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Nuova Zelanda: bisogna che le Cantine definiscano il loro stile

23 Gennaio 2014 Civiltà del bere
La strada è ancora lunga per la viticoltura della Nuova Zelanda. Parola di Jeff Clarke, wine-maker della Ara Winery, tra le maggiori Cantine del Paese, nella regione del Marlborough. Intervistato da Decanter.com, Clarke ha sottolineato i grandi passi in avanti compiuti negli ultimi anni, senza però celare come per lui e i suoi colleghi ci siano ancora varie problematiche da risolvere. PIANTE MOLTO GIOVANI - Riguardo al Sauvignon blanc, in particolare, si pone la questione della giovane età delle piante: la stragrande maggioranza ha meno di 20 anni, giacché gli esemplari più vecchii risultano troppo deboli, facilmente soggetti alle malattie per essere recuperati, nonché collocate in zone non particolarmente vocate. LA NECESSITA’ DI STUDI E SPERIMENTAZIONI - «Tra 5-10 anni il Marlborough sarà tutto impiantato e dovremo occuparci più seriamente dello stile aziendale, aggiungendo valore aggiunto alle nostre produzioni», sostiene Clarke. Meglio allora giocare d’anticipo, iniziando ad effettuare studi e selezioni clonali a cominciare da varie parcelle dei vigneti di Wairau Valley. «Come noi, molte Cantine si stanno muovendo nel campo della ricerca e della sperimentazione», conclude Clarke, «perché il futuro sta certamente nella maggior complessità e unicità di cui sapremo dotare le nostre bottiglie».

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