Dal mondo Dal mondo Anita Franzon

Novità 2021, le previsioni della stampa estera

Novità 2021, le previsioni della stampa estera

Tra le maggiori novità 2021 c’è il trend della lattina come contenitore sia per il vino che per la birra. In America impazza il vino monodose ed è via libera ai formati 355, 250 e 200 ml. In Inghilterra c’è voglia di sperimentare: produzioni in anfora, orange wine, ma anche pet-nat, vini non filtrati e senza solfiti aggiunti.

Benvenuti nell’era del vino monodose“. Esordisce così il blogger Alder Yarrow su Vinography, continuando: “È abbastanza comune tra i giornalisti del vino iniziare il nuovo anno con delle previsioni legate al futuro del settore. Io solitamente non faccio pronostici, ma credo che il 2021 riservi diverse novità”. Per esempio, nell’ultima settimana del 2020, il TTB (The Alcohol and tobacco tax and trade bureau) degli Stati Uniti ha approvato una nuova serie di regolamenti in merito alle dimensioni dei contenitori in cui il vino può essere venduto. Ora i volumi consentiti sono anche 355, 250 e 200 ml.

Vino in lattina e in formato tascabile

Come scrive l’autore dell’articolo: “Questa rivoluzione interessa soprattutto i produttori di vino in lattina, che ora sono liberi di sperimentare altri volumi, ma non sono da escludere le possibilità di vedere sul mercato bottiglie di vino più piccole, divenute alquanto intriganti, soprattutto in un mondo in cui le persone sono bloccate a casa e interessate a provare sempre cose nuove”. La pandemia ha infatti scatenato un’ondata di kit da degustazione casalinga che molti consumatori hanno trovato divertenti. Nonostante questi nuovi formati siano accompagnati da grattacapi logistici sul riempimento e sull’imballaggio, il potenziale per il vino monodose sembra alto. “Io, per esempio, non vedo l’ora di provare il Pinot nero tascabile”, conclude Yarrow.

Novità 2021 anche sul fronte delle birre

Secondo SevenFiftyDaily sono sei le tendenze dell’industria birraria da tenere d’occhio nel 2021. Anche il settore delle birre ha sofferto molto la chiusura di bar, pub, ristoranti, degli stadi e di tutti i luoghi di aggregazione, ma dopo la crisi dei primi mesi, molti birrifici nel mondo hanno saputo rialzarsi grazie alla creatività. Una prima soluzione è arrivata dalla necessità di confezionare in lattina, ma anche in vetro, tutti quei volumi prima destinati al consumo alla spina. “Una riconversione che ha portato a una carenza di circa 10 miliardi di lattine nel 2020”, secondo Ball Corp., leader mondiale nella produzione di lattine. Questa mancanza dovrebbe essere colmata entro la fine del 2021, ma fino a ora molti birrifici sono stati obbligati a usare le bottiglie in vetro.

Beergarden, confezioni famiglia e birre più leggere

In secondo luogo, gli spazi esterni di molti locali aumenteranno sempre di più e Garrett Oliver, mastro birraio della Brooklyn Brewery commenta: «Ci sarà un proliferare di beergarden e questa nuova necessità potrebbe portare al ritorno del consumo di birre più leggere, tipo pilsner, perfette da gustare all’aperto e con calma». Continuano poi a crescere le vendite delle grandi confezioni, in particolare di quelle da 12. Sono più convenienti e assicurano il giusto rifornimento di birra. Inoltre, il digitale sta conquistando ogni settore e anche quello delle birre non è da meno, così come per la consegna a domicilio. Curioso, infine, è l’aumento delle vendite di birre analcoliche e a base di CBD (ovvero cannabidiolo, il principio attivo presente nella cannabis che ha effetti rilassanti senza essere psicoattivo).

C’è fermento in Inghilterra

Tra le tante novità del 2021 segnalate da The drinks business, meritano particolare attenzione i vini inglesi, sempre più in voga e bizzarri. Nell’East Sussex, per esempio, Ben Walgate sta sperimentando affinamenti in anfore georgiane, mentre altri produttori si dedicano alla produzione di orange wine, pet-nat, vini non filtrati o senza solfiti aggiunti.
A rompere gli schemi c’è anche The Uncommon, azienda che produce vino da uve coltivate nell’area delle Surrey Hills, poco a sud di Londra, e lo confeziona solamente in lattina. Hush Heath Estate si trova, invece, nel Kent e ha da poco presentato l’etichetta This Septered Isle, vino bianco fermo ottenuto dalle sette varietà di uva consentite nello Champagne: Chardonnay, Pinot bianco, Petit Meslier, Pinot grigio, Pinot nero, Pinot Meunier e Arbanne.

Foto di apertura di Vinography

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© Riproduzione riservata - 21/01/2021

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