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Nasce Vitires, il Consorzio emiliano-romagnolo per lo sviluppo delle varietà resistenti regionali

21 Dicembre 2022 Monica Sommacampagna

Da nord a sud si moltiplicano i progetti dedicati miglioramento genetico della vite e le sperimentazioni con micro vinificazioni dei piwi. In Emilia Romagna Cantine Riunite & Civ, Cantina Sociale di San Martino in Rio, Caviro, Terre Cevico e il Centro di ricerche Ri.Nova hanno fondato Vitires, un Consorzio ad hoc.

A fronte del cambiamento climatico che sta ridisegnando le stagioni, in tutta Italia ferve l’attività di ricerca sui vitigni resistenti alle malattie fungine per difendere le produzioni viticole dalla recrudescenza di diverse patologie. La flavescenza dorata, che quest’anno ha colpito duramente l’Emilia-Romagna e il nord in generale, costituisce solo la punta dell’iceberg.  Da più parti si cercano soluzioni che fanno leva su studi e sperimentazioni in campo per il rafforzamento genetico delle piante.

Gruppi di cantine, cooperative e centri di ricerca si aggregano

In Emilia-Romagna Cantine Riunite & Civ, Cantina Sociale di San Martino in Rio, Caviro, Terre Cevico e il Centro di ricerche Ri.Nova, che insieme rappresentano il 70% delle uve prodotte nella regione e l’11% a livello italiano, hanno unito le forze e costituito Vitires. Il nuovo Consorzio per lo sviluppo di vitigni resistenti emiliano-romagnoli capitalizzerà le esperienze nell’ambito dei programmi di miglioramento genetico che hanno peraltro coinvolto la Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige. Oltre a coordinare studio, selezione, miglioramento genetico e varietale di vitigni autoctoni per ottenere cloni e fenotipi resistenti alle malattie fungine, mira anche ad avviare alla coltivazione i vitigni resistenti.

16 vitigni coinvolti, oltre 700 incroci

A oggi il programma di miglioramento genetico di nuove varietà resistenti locali vede coinvolti 16 vitigni regionali: Trebbiano romagnolo, Sangiovese, Albana, Grechetto gentile, Lambrusco Sorbara, Lambrusco Grasparossa, Ancellotta, Lambrusco Salamino, Bombino bianco, Terrano, Famoso, Trebbiano modenese, Lambrusco Maestri, Lambrusco oliva, Malvasia di Candia aromatica e Lambrusco Marani. Sono stati già eseguiti oltre 700 incroci e le prime selezioni sono in corso di valutazione per verificarne la resistenza a patogeni come oidio e peronospora; ma anche l’adattabilità agli ambienti di coltivazione in relazione ai cambiamenti climatici in atto e le potenzialità enologiche in confronto alle uve tradizionali. Gli obiettivi o meglio le prospettive? Ottenere le prime varietà per i produttori a partire dal 2026.

Una regione poliedrica in fermento

Vitires nasce in una realtà regionale ricca di diversi vitigni e vini prodotti in aree di pianura o collinari e caratterizzata da un tessuto imprenditoriale articolato tra piccoli-medi produttori e grandi gruppi. «L’Emilia-Romagna crede nella ricerca sperimentale ed è il territorio italiano che più investe attraverso il PSR nelle attività di innovazione, ovvero oltre il 4% delle risorse complessive», commenta l’assessore regionale all’agricoltura Alessio Mammi, supportando l’aggregazione tra servizio fitosanitario, consorzi, produttori e vivaisti.

Cosa farà Vitires

Il consorzio si occuperà della regolamentazione dei vitigni, della messa a punto di disciplinari di coltivazione, della produzione e trasformazione delle uve e della tutela dei produttori tramite licenze, marchi d’impresa e attività di vigilanza e verifica contro pratiche commerciali sleali, affinché l’accesso alle selezioni varietali di vitigni resistenti rappresenti un vantaggio competitivo per i produttori che, attraverso le proprie aziende cooperative aderenti a Vitires, ne hanno avviato e finanziato le attività di miglioramento genetico.

In programma attività promozionali anche all’estero

Vitires promuoverà anche strategie di marketing integrate per la valorizzazione nazionale ed internazionale delle uve e dei vini derivati, attraverso la diffusione di marchi collettivi e le attività di comunicazione, organizzazione e partecipazione ad eventi, percorsi culturali, enoturistici ed enogastronomici, per presentare a livello nazionale ed internazionale i prodotti ottenuti dalle varietà resistenti dell’Emilia-Romagna sviluppate dal Consorzio.

Obiettivi sostenibili ‘From farm to fork”

Il consiglio di amministrazione, che rappresenta tutti i soci fondatori, è composto da Claudio Biondi per Cantine Riunite & Civ, Alessandro Gallo per Cantina Sociale di San Martino in Rio, Stefano Lazzarini per Centro di Ricerche Ri.Nova, Marco Nannetti per Terre Cevico e Alessandro Patuelli per Caviro. «Ad unire le nostre strutture è stato il senso di responsabilità sia verso gli operatori della filiera, sia verso i consumatori, per supportare i viticoltori nel raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità previsti dalle politiche europee della strategia From farm to fork», conclude Marco Nannetti, presidente del Consorzio Vitires.

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