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Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane: l’univeristà ne esalta il valore

20 Gennaio 2011 Civiltà del bere
Le Colline Teramane, l’area a maggior vocazione vitivinicola d’Abruzzo, sono state protagoniste dell’incontro con la stampa che si è svolto ieri sera a Milano. Il Consorzio di Tutela Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane Docg ha presentato i risultati di uno studio guidato dal professor Michele Pisante e condotto dai ricercatori dell’Università di Teramo. Attraverso un complesso lavoro di zonazione sono state evidenziate le potenzialità di questa storica sottozona che dal 2003, l’unica in tutta la regione, ha ottenuto il riconoscimento di Origine Controllata e Garantita. «Sovrapponendo i risultati della zonazione alla mappa delle aziende agricole sul territorio, abbiamo notato come la sapienza antica abbia portato nel tempo gli agricoltori teramani a collocare i vigneti nelle aree più favorevoli; abbiamo evidenziato ad esempio la tendenza a impiantare ad altitudini sempre maggiori o a orientare in maniera corretta le esposizioni», ha detto Pisante durante l’incontro moderato dal giornalista Antonio Paolini. Una conferma ulteriore della forte vocazionalità del territorio. «Il nostro obiettivo è valorizzare la nostra regione e l’eccellenza enologica dei vini delle Colline Teramane», ha detto il giovane e intraprendente presidente del Consorzio Alessandro Nicodemi. «Il Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane nasce in un territorio straordinario con vigneti adagiati lungo pendii di media e alta collina tra le vette del Gran Sasso e il mare Adriatico. Il Montepulciano nasce dal vitigno principe, il Montepulciano appunto e segue un disciplinare rigido che prevede solo un apporto del 10% di Sangiovese. I vini sono eleganti e generosi, corposi e sapidi, austeri in gioventù, ma armonici e avvolgenti al palato con la maturità».

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