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Il Metodo Classico Rocche dei Manzoni affinato in musica

31 Ottobre 2016 Emanuele Pellucci
A quasi 40 anni di distanza dal lancio del primo spumante metodo classico prodotto nelle Langhe (Riserva Elena, era il 1978), Rocche dei Manzoni si presenta oggi sul mercato delle bollicine con una vera e propria chicca: il primo metodo classico affinato con la musica. È il Valentino Brut Cuvée Speciale Door 185th, nato dall’amicizia tra Rodolfo Migliorini, proprietario dell’azienda vinicola di Monforte d’Alba, e il musicista torinese Ezio Bosso. Un sodalizio ventennale che circa 12 anni fa ha avuto una svolta quando Bosso ha sposato il progetto dell’amico Rodolfo di voler produrre uno spumante al suono di una composizione musicale idonea ad agire durante il processo di affinamento del vino e ad influenzare la rifermentazione in bottiglia.

Musica e bollicine: non solo suggestione

«In effetti, crediamo di essere i primi ad aver pensato di applicare le vibrazioni della musica al processo di affinamento di uno spumante», ha spiegato nei giorni scorsi Rodolfo Migliorini in occasione della presentazione della nuova etichetta alla stampa e agli amici più stretti nel piccolo anfiteatro affrescato all’interno delle cantine. «All’inizio abbiamo proceduto per tentativi, e dopo 12 anni questo progetto è ancora in fase embrionale. Tuttavia con i dati raccolti durante la sperimentazione posso affermare che, grazie alla musica, l’attività dei lieviti è più veloce e il prodotto risulta migliore».

Una questione di numeri

Precisa Migliorini: «Nei prossimi anni proveremo a capire come influenzare ulteriormente l’attività dei lieviti, modulando quindi la musica in base alle nostre esigenze. Un esperimento che applicheremo anche ai vini tranquilli. Voglio inoltre sottolineare come Ezio Bosso è in realtà co-compositore di questo innovativo metodo classico anche nell’ideazione del nome: Door (porta) perché legato al tema delle stanze, fil rouge del suo recente album musicale, ed il numero 185 perché composto da 18 (il numero corrispondente alla lettera dell’alfabeto che è l’iniziale del mio nome) e 5 (iniziale del nome di Ezio)».

Come nasce Valentino Cuvée Speciale Door 185th

Valentino Cuvée Speciale Door 185th, prodotto al momento in sole 1.500 bottiglie e 150 magnum, è ottenuto da uve Chardonnay, Pinot nero e Pinot Meunier (novità assoluta per le bollicine di Rocche dei Manzoni) utilizzando quattro annate in percentuali diverse e non dichiarate. Dopo la pressatura delle uve, il mosto è immesso in parte in legno ed in parte in uova di cemento, cui segue la fermentazione malolattica non portata però a compimento e il successivo tiraggio in bottiglia con permanenza sui lieviti per un minimo di 8 anni. Infine, il dégorgement con aggiunta di liqueur e il successivo affinamento in bottiglia per 6 mesi.

Lo stile dell'azienda Rocche dei Manzoni

Nata nel 1974 per iniziativa di Valentino Migliorini, all’epoca noto ristoratore a Caorso nel Piacentino, Rocche dei Manzoni è un’azienda che si è sempre contraddistinta per scelte coraggiose, innovative e vincenti sia nel campo degli spumanti metodo classico che nei grandi rossi delle Langhe. Oggi a condurla è il figlio Rodolfo con la collaborazione della moglie Roberta e dell’enologo Giuseppe Albertino, da una trentina d’anni a Rocche dei Manzoni. I vigneti si estendono per 50 ettari nelle migliori posizioni delle colline di Monforte d’Alba e la produzione annua è di circa 250 mila bottiglie, meno della metà del potenziale dell’azienda, con un export del 60-70%.

La cena di gala accompagnata da "Following a bird"

Nel corso della cena di gala di presentazione, con il menù del ristorante “La Ciau del Tornavento” di Treiso accompagnato dal Door 185th e da tre cru di Barolo, Ezio Bosso, pianista, compositore e direttore d’orchestra, ha emozionato gli ospiti suonando alcuni brani dei suoi compositori preferiti (Bach, Beethoven e Chopin) e di lui stesso. Tra questi ultimi, il bellissimo Following a bird, brano del suo recente album “The 12th Room”, eseguito anche all’ultima edizione del Festival di Sanremo ospite di Carlo Conti.

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