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Matrimonio tra le erbe e la Garganega da Cavazza

29 Aprile 2010 Monica Sommacampagna
La Garganega è stata protagonista di una verticale organizzata lunedì scorso dall’azienda Cavazza nella tenuta Cicogna sui Colli Berici, nel contesto di una raffinata cena-degustazione con piatti del ristorante stellato Casin del Gamba di Altissimo (Vicenza). Una nuova dimostrazione di longevità per il noto vitigno autoctono veneto interpretato dal Creari Gambellara Classico: in assaggio le annate dal 2008 (in commercio da novembre) al 2005, per un Garganega in purezza che nasce da terreni calcarei e in parte vulcanici e che sprigiona un'eterogenia di note fumé e fruttate. In abbinamento, la cucina delle erbe spontanee, riscoperte in una passeggiata con il dottor Zovi del Corpo forestale dello Stato lungo i sentieri che si snodano tra i vigneti di Merlot e Syrah della tenuta, che dominano a 360 gradi il paesaggio berico. Proprio sui rossi, ci ha spiegato Stefano Cavazza, punta l’azienda nei suoi 40 ettari ad Alonte (Vicenza), frutto di un’accurata opera di recupero di viti e dove si possono ammirare le distese di nuovi vigneti allevati a Guyot. In totale l'azienda, giunta alla sua quarta generazione, conta 150 ettari vitati tra i colli Berici e la zona del Gambellara e commercializza i suoi vini presso il canale Horeca. Tra i Paesi in cui sono distribuiti i vini Cavazza spicca la Germania. Nel corso della cena ispirata alla primavera, come rosso è stato proposto il Cicogna San Martino 2007, un uvaggio 90% Merlot e 10% Cabernet Sauvignon con leggero appassimento, che è stato abbinato a uno stuzzicante capretto al forno con menta e rosmarino, piselli e asparagi selvatici preparato dallo chef Antonio Dal Lago. Ha concluso in dolcezza il Selva Gambellara Vin Santo 2003, ottenuto da uve Garganega e prodotto in 1700 bottiglie. «Due i prossimi appuntamenti del 2010: la “passeggiata gastronomica” nel vigneto, che si terrà a settembre, e la verticale dedicata alla linea Cicogna » ha preannunciato Stefano Cavazza.

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