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Masseria Altemura: la mission è fare rossi meno alcolici

18 Luglio 2011 Emanuele Pellucci
LA FAMIGLIA ZONIN, INNAMORATA DEL PRIMITIVO DI MANDURIA,  HA DEDICATO TUTTE LE SUE ENERGIE A QUESTO VITIGNO E ANCHE AL FRATELLO BIANCO, IL FIANO. IN CORSO  STUDI SULLA GESTIONE DEI VIGNETI E IN PARTICOLARE SULL’IRRIGAZIONE Riuscire a ottenere uve mature con tannini maturi, ma con un grado alcolico un po’ più basso per arrivare a produrre vini rossi importanti, eleganti e meno alcolici di quanto non siano oggi. È questo l’obiettivo che si è posto la Zonin per la sua bella proprietà in Puglia, quella Masseria Altemura che da dieci anni produce le migliori espressioni del Primitivo di Manduria e degli altri vini autoctoni, bianchi compresi. «Anche in questo caso, e mi riferisco al Fiano», dice Domenico Zonin, «vogliamo ottenere vini molto eleganti, con un’acidità più alta e una maggiore raffinatezza e possibilità di beva». Traguardi importanti che l’azienda conta di raggiungere con la collaborazione di un esperto come il professor Denis Dubourdieu, che da alcuni anni ha preso ad appassionarsi anche della viticoltura italiana. «Con l’aiuto suo e dell’Università di Bordeaux», spiega Domenico, «vogliamo avviare ricerche sui nostri vitigni autoctoni, anche a livello di cloni, così come vogliamo individuare i mezzi per gestire al meglio i vigneti e, in particolare, l’irrigazione, aspetto fondamentale questo nelle zone calde come la Puglia. Già oggi ci stiamo avvalendo di uno studio fatto da Dubourdieu in Cile e in altre zone calde per individuare la miglior forma di irrigazione, così come per quanto riguarda le analisi dello stress idrico sulle piante nei migliori châteaux bordolesi». Già oggi, comunque, i 100 ettari di vigneto che circondano la Masseria Altemura a Torre di Santa Susanna, nel cuore del Salento, consentono la produzione di eccellenti vini rossi e bianchi a Doc e a Igt. Il terreno calcareo, ricco di sassi bianchi macinati appositamente, consente un ottimo drenaggio e la rifrazione della luce per permettere una migliore maturazione delle uve. Gli impianti allevati a Guyot bilaterale con 5.500-6.000 ceppi per ettaro danno rese che variano tra 1 e 1,5 chilogrammi per pianta. Le varietà più coltivate sono il Primitivo (40 ettari) seguito da Negroamaro, Malvasia nera, Aglianico e Fiano nelle versioni di Avellino e Minutolo. Nella gamma dei vini spicca l’Altemura di Altemura, Primitivo di Manduria Doc, prodotto con le uve (Primitivo 100%) del miglior vigneto. Raccolte a maturazione avanzata, le uve vengono delicatamente pigiate e diraspate; il mosto subisce quindi un processo di fermentazione di 21 giorni a una temperatura di 25-28 °C. Completata la vinificazione, il vino matura per 14 mesi in tonneaux da 350 litri di rovere francese e segue un ulteriore periodo di 8 mesi di affinamento in bottiglia. Attualmente è in commercio l’annata 2008. Altro vino di elevata qualità è il Sasseo, Igt Salento, anch’esso da uve Primitivo, con una maturazione in tonneaux di un anno e un ulteriore affinamento in bottiglia. La gamma  di Masseria Altemura comprende inoltre etichette di Negroamaro, Aglianico e Fiano nonché un terzo Primitivo di Manduria.         MASSERIA ALTEMURA Contrada Palombara (SP 69) 72028 Torre Santa Susanna (Brindisi) Tel: 0831.74.04.85 Mail: info@masseriaaltemura.it www.masseriaaltemura.it

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