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L’IA nella tracciabilità del vino grazie a Tessa di Valoritalia

4 Dicembre 2024 Matteo Forlì
L’IA nella tracciabilità del vino grazie a Tessa di Valoritalia
Francesco Liantonio, presidente di Valoritalia, e Attilio Semenzato presidente della Eos Solutions

L’azienda leader nelle certificazioni dei vini a denominazione presenta la nuova piattaforma sviluppata con Eos Solutions e Microsoft. Un software che integra l’Intelligenza artificiale e promette maggiore sicurezza sui dati e tempi di riconoscimento più rapidi per Igt, Doc e Docg

Accorciamento dei tempi nel processo di certificazione dei vini italiani, riduzione del rischio di frode e algoritmi avanzati a supporto del processo produttivo, dalla vendemmia all’imbottigliamento, grazie anche all’implementazione dell’Intelligenza artificiale. Sono queste le ambiziose promesse di Tessa, un nuovo software per la tracciabilità della filiera vitivinicola sviluppato su misura da Eos Solutions, in ambiente Microsoft, per Valoritalia.

Un ente che certifica il 56% dei vini a denominazione

Valoritalia si occupa di certificare 219 denominazioni di origine, che rappresentano il 56% della produzione nazionale dei vini di qualità. Solo nel 2023 gli operatori inseriti nel sistema di verifiche sono stati infatti quasi 93 mila e hanno generato circa 1 milione di operazioni tracciate in ogni dettaglio; una produzione pari a 17,7 milioni di ettolitri e oltre 2 miliardi di bottiglie immesse sul mercato, per un valore superiore a 9,2 miliardi di euro. L’ente di controllo ha gestito 1,27 miliardi di contrassegni di Stato, ha svolto 8 mila visite ispettive (in campo e in cantina) e analizzato oltre 51 mila campioni di vino, per un totale di 361 mila determinazioni analitiche. Una mole di dati e di lavoro che ora il nuovo software consentirà di gestire in modo molto più efficiente.

Una piattaforma innovativa

«Il sistema di certificazione del vino italiano è diventato un modello nel mondo grazie alla capacità di offrire una tutela certa e costante che fanno di questo prodotto uno dei meno soggetti a truffe», ha detto Francesco Liantonio, presidente di Valoritalia, durante la presentazione della nuova piattaforma alla Microsoft House di viale Pasubio a Milano. «Certificare il vino italiano è una responsabilità enorme e noi rilasciamo un “patentino” a oltre due miliardi di bottiglie l’anno. Il che vuol dire aver verificato una bottiglia da un punto di vista documentativo e ispettivo e averla collegata a una vigna di provenienza con forte rigore e certezza del dato. Il bisogno di innovazione alla ricerca di una sempre maggior sicurezza e la necessità di una ottimizzazione dei tempi di elaborazione e risposta ai produttori ci ha spinto a fare un passo oltre».

Tecnologie Microsoft e Intelligenza artificiale

La nuova piattaforma promette di aumentare l’efficienza di tutti i processi collegati alla tracciabilità dei dati grazie a sofisticati strumenti di analisi e di semplificare la comunicazione interna. In particolare, consente di velocizzare le operazioni documentali che accompagnano le fasi di prelievo in campo e in cantina, le analisi chimiche e organolettiche e la gestione dei contrassegni di Stato. Il sistema integra le tecnologie Dynamics 365 di Microsoft: Business Central e Customer Experience Platform centralizzano i processi transazionali e relazionali che sono alla base delle certificazioni gestite da Valoritalia. L’integrazione con Field Service permette di ottimizzare il supporto agli ispettori nei vigneti e nelle cantine, garantendone la tracciabilità e il controllo delle informazioni.
L’integrazione dell’IA nel processo di certificazione offre ulteriori vantaggi. Come la possibilità dell’analisi predittiva, grazie a cui è possibile analizzare grandi quantità di dati, ottimizzando i processi e contribuendo al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità aziendale.

Dati a disposizione di cantine e Consorzi

«Tessa», ha proseguito Liantonio, «permetterà un ulteriore accorciamento del periodo di rilascio delle certificazioni, che già oggi mediamente è di soli sei giorni. Abbiamo inoltre intenzione di rilasciare al sistema i dati raccolti. Informazioni che permetteranno alla singola azienda o ai Consorzi di controllare meglio la produzione, compiere scelte più oculate e avere più contezza della propria denominazione d’origine. Vogliamo creare un “sistema informatico” a favore della filiera e a tutela del vino italiano».

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