L’esposto alla Commissione europea di Federvini sull’etichettatura irlandese

L’esposto alla Commissione europea di Federvini sull’etichettatura irlandese

Con una nota ufficiale diffusa a mezzo stampa, Federvini annuncia l’intenzione di inviare un esposto formale alla Commissione europea in merito alla “incompatibilità con il diritto comunitario della normativa sull’etichettatura di vini e spiriti proposta dall’Irlanda”, che si raffigura come “un impedimento sproporzionato ed ingiustificato alla libera circolazione delle merci all’interno del territorio dell’Unione”.

Il reclamo della Federazione Italiana Industriali Produttori, Esportatori ed Importatori di Vini, Acquaviti, Liquori, Sciroppi, Aceti ed affini (Federvini) è in linea con le valutazioni presentate dalle associazioni europee del comparto (Comité vins e spirits Europe) e rimarca l’evidente contrasto tra le norme irlandesi e l’attuale disciplina comunitaria in materia di presentazione e di corretta informazione al consumatore. In particolare con le disposizioni degli articoli 34 e 36 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea.

Il commento della presidente Pollini

«Non distinguendo de facto tra abuso e consumo responsabile di alcol, la normativa irlandese rischia di non informare correttamente i consumatori e di danneggiare il nostro settore produttivo su scala europea, aggravando ulteriormente gli oneri a carico delle imprese produttrici che dovrebbero adottare una etichettatura ad hoc per il mercato irlandese», ha commentato Micaela Pallini, presidente di Federvini. «Nel considerare prioritario l’obiettivo di contrastare il fenomeno di abuso di alcol, riteniamo altresì cruciale promuovere in primis una corretta educazione al bere moderato. L’esposto formale che invieremo alla Commissione europea rappresenta ad oggi una scelta obbligata di fronte all’inazione delle autorità comunitarie che pure avevano recentemente espresso perplessità sulla ammissibilità della proposta dell’Irlanda. Auspichiamo che finalmente si prenda coscienza dei limiti dell’iniziativa e si prosegua invece in direzione della definizione di un quadro normativo coerente e armonico a livello europeo».

Lo scenario internazionale

L’esposto di Federvini segue di una settimana la scadenza dei termini per l’inoltro di commenti sulla normativa irlandese in sede di Omc (Organizzazione Mondiale per il Commercio), che ha visto Paesi quali Australia, Canada, Cuba, Messico, Nuova Zelanda, Regno Unito, Repubblica Dominicana e Usa presentare proprie osservazioni che saranno approfondite in occasione del tavolo sul Tbt (Technical Barriers to Trade) di scena a giugno.

Le azioni già intraprese dagli stati UE

Le criticità della normativa irlandese erano stati già evidenziati da numerosi Stati membri dell’Unione (Italia, Francia, Germania, Spagna, Danimarca, Croazia, Repubblica Ceca, Ungheria, Portogallo, Romania, Slovacchia, Grecia, Polonia e Lettonia) durante la procedura di notifica Tris nell’ultimo quadrimestre dello scorso anno. Una mobilitazione internazionale che ha visto anche l’intervento del Governo italiano, in particolare in virtù dell’azione diplomatica condotta dal Ministero degli Affari Esteri e dal Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare.

Foto di apertura: © staboslaw – Pixabay

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© Riproduzione riservata - 17/05/2023

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