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Le Vigne urbane di Venezia

25 Settembre 2022 Jessica Bordoni

Nell’immaginario comune, città e viticoltura sono due concetti apparentemente inavvicinabili. E tuttavia il crescente fenomeno delle vigne urbane sembra affermare il contrario. Negli ultimi anni, specialmente in Europa, sono sempre di più i filari metropolitani riscoperti e recuperati grazie al sostegno delle istituzioni pubbliche e all’impegno dei privati. In questa rubrica vi raccontiamo le più celebri, ma anche le più improbabili.

Nel 2019 è nata un’associazione internazionale, la Urban Vineyards Association (il cui acronimo è curiosamente U.V.A.) con l’obiettivo di tutelare il patrimonio rurale, storico e paesaggistico, delle vigne urbane, salvaguardando così la loro preziosa biodiversità. Al suo interno figurano molti vigneti italiani, come i Vigneti della Laguna e San Francesco della Vigna a Venezia, di cui vi parliamo in questo servizio.

Venezia

Laguna nel bicchiere – Le vigne ritrovate

Attiva dal 1993 per iniziativa del professor Flavio Franceschet (scomparso qualche anno fa), l’associazione “Laguna nel Bicchiere – Le vigne ritrovate” è una onlus nata con l’obiettivo di recuperare i vigneti abbandonati del centro storico di Venezia e nel suo estuario, salvaguardando così questi paesaggi rurali unici al mondo. Nel corso dei decenni, ha curato la risistemazione di numerosi appezzamenti collaborando direttamente con i proprietari. Attualmente si occupa, tra gli altri, della gestione dei filari dell’ex monastero dei Camaldolesi sull’isola di San Michele, del vigneto che cresce nei pressi della casa di riposo dell’IPAV alla Giudecca, e di una vigna sull’isola Le Vignole.
Calle Monte San Michele, Venezia (vedi Google Maps)
www.lagunanelbicchiere.it

© San Francesco alla Vigna

San Francesco della Vigna

È il vigneto urbano più antico di Venezia, donato ai frati nel 1253 dal patrizio Marco Ziani. Fino alla metà del Trecento, la Chiesa e il convento annessi erano dedicati a San Marco, poi assunsero il titolo di San Francesco della Vigna. La struttura si compone di tre chiostri: due sono adibiti ad orto e vigneto; nel terzo è raccolta l’acqua piovana che permette l’irrigazione dei campi. Il vino prodotto si chiama Harmonia Mundi e il ricavato delle bottiglie vendute, circa un migliaio, serve a finanziare le borse di studio per gli allievi dell’Istituto di studi ecumenici della facoltà di Teologia, ubicato all’interno del complesso stesso. Nel 2019 è stata avviata una partnership con Santa Margherita Gruppo Vinicolo.
Ramo Al Ponte S. Francesco, Venezia (vedi su Google Maps)
www.bibliotecasanfrancescodellavigna.it

Foto di apertura: i vigneti abbandonati del centro storico di Venezia e nel suo estuario sono paesaggi rurali unici al mondo ©Vigneti della Laguna

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